domenica 27 marzo 2011

Che possiamo farci?

Ormai siamo in guerra.
Nessuno sa quando e come si concluderà.
Non si sa nemmeno il numero esatto dei morti sino a oggi e nessuno può prevedere quanti ancora moriranno.
Ma non importa.
Anzi, per noi, non importa nulla. Più nulla di nulla.
Forse importerà qualcosa ai lampedusani che vivono in mezzo a disperati, affamati e mezzi annegati che stanno, non certo per volontà loro, devastando non solo l'isola ma anche la vita dei lampedusani.
E' come, se uscendo di casa, trovassimo la strada ingombra di gente che implora aiuto, soldi, pane e che non ha un tetto sotto cui ripararsi, un letto in cui riposarsi, un rubinetto per lavarsi.
Ma chi se ne importa?
Tanto sono i lampedusani che vivono questa realtà non noi. Ma scherziamo? Non vorrete mica che diventiamo lampedusani?
Eppure Maroni non aveva detto che tutte le regioni, escluso l'Abruzzo, dovevano ospitare questi profughi in numero proporzionale?
Sì che la detto, ma non lo fa.
Sì che che in qualche centro ci sono sistemati e che per fortuna questo centro non è casa nostra.
Ma intanto, chi se ne frega?
Lasciamo pure che vengano ammassati lì, almeno avranno un cesso o un po' d'acqua. Il mangiare, un letto.
L'importante è intanto starne fuori.
Chi se ne frega?
Aumenta la benzina o cresce tutto. Ma chi se ne frega?
Tutto sommato, davvero, perché dovremmo preoccuparcene?
Tanto che possiamo farci?

lunedì 21 marzo 2011

CESSATE IL FUOCO!


Si fa un bel dire che non ci si deve fidare dei "cessate il fuoco" ogni tanto lanciati da Gheddafi.
Ma perché invece non si chiede il "cessate il fuoco" alla coalizione bombardante?
Altro che "no fly zone"!
Questi hanno cominciato subito con le bombe a tappeto!
Altro che tentare ancora una volta la trattativa! MEGLIO LE BOMBE NO?

Certo, c'è la risoluzione dell'ONU.
Ma l'ONU è davvero il Verbo incarnato infallibile?
Certo, Gheddafi è un boia, un criminale, un pazzo sanguinario, un quellochevolete.
Ma solo un mese fa "qualcuno" non gli si prostrava innanzi baciandogli mani e piedi?
Non gli si diachiarava amico di famiglia nelle visite nella sua tenda (ricordate quando gli mostrava le foto nel giardino di Arcore?)
Allora andava bene? Allora non era da bombardare?
Certo, anche gli altri governi hanno fatto affari col raìs ma nessuno si era mai prostrato ai suoi piedi come quel "qualcuno".
Certo, il raìs non si arrenderà mai e continuerà a reagire rabbiosamente sino all'ultimo bagno di  sangue di se stesso e del suo popolo.
MA poi CHI RISPONDERA' delle conseguenze di questa ennesima sporca guerra?
Perché non proporre subito un altro "cessate il fuoco"?
Perché non tentare di aprire nuovamente le trattative per fermare i massacri, prima che tutto precipiti in un altro Vietnam mediterraneo?

venerdì 18 marzo 2011

Berlusconi dimettiti!



(video)

"Presidente Berlusconi, lei ha disonorato l'Italia agli occhi del mondo, non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua in capacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro.
Lei dunque se ne deve andare via. L'Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. ...."
(da volantino-modulo raccolta firme "Berlusconi dimettiti")


Questo non è solo un appello  è anche un severo "giudizio di credibilità".
Ma è proprio fondato questo giudizio (caso A)? 
oppure è solo  propaganda mediatica della sinistra antiberlusconiana(caso B) 
(Nota 1)
Di certo per noi è fondato, se no, come si giustificherebbe la campagna raccolta firme"Berlusconi dimettiti"?
E se chi rappresenta il governo dell'Italia ha disonorato l'Italia il minimo che dovrebbe non è forse andarsene?
 


1)supponiamo, per assurdo, che sia vero il  caso B.
Secondo il premier I infatti è così:
le accuse a lui rivolte sono prive di fondamento, anzi sono quelle solite delle"toghe rosse” , del livore del PD e delle opposizioni…(ecc.ecc.)
Lui, come sempre, si proclama a posto in tutto, incensurabile, (è effettivamente incensurato) ed estraneo a tutto ciò  cui viene chiamato in causa: (leggi ad personam;- accuse che lo rinviano a giudizio con rito immediato; comportamento contro con l'art, 54 della Costituzione; caso Ruby;;
Se così fosse, l'appello di Bersani non avrebbe alcun senso e la campagna firme, non sarebbe altro che una manovra di propaganda persino diffamatoria. 
Il che comporterebbe ben serie conseguenze sulla credibilità di Bersani e del PD!
La manifestazione del 13/2 se non ora quando”?
Nient'altro che una ridicola carnevalata organizzata da bande di calunniatori. Le opposizioni di destra, sinistra e centro non potrebbe mai più contestargli alcunché sul piano della credibilità, senza rischiare loro di perderla.
Chiunque ce l'abbia con lui dovrebbe perciò ravvedersi, dargli ragione, e persino chiedergli scusa!

(Nota 2)
Eppure, mentre continuano le sue battute gigionesche e gli annunci contro la Costituzione, la Scuola Pubblica, il Capo dello Stato   nei prossimi giorni Berlusconi sarà chiamato a rispondere in ben 4 procedimenti 1/Concussione e prostituzione minorile-caso Ruby;2/Processo Mediaset-- Frode fiscale sui diritti TV;3/Processo Mills - Corruzione in atti giudiziari;4/Processo Mediatrade- Frode fiscale e appropriazione indebita).
E ci sono tutte le ipotesi di reato contestategli.
Continua perciò la sua fuga dai processi, come in passato, attraverso la legiferazione “ad personam”, (da ricordare che le uniche riforme che ha per ora in mente sono "processo breve", "intercettazioni", che riguardano le sue cause e l'art.41 della Costituzione di cui nessuno capisce il perché)
E' possibile che da tutto ciò il nostro ne possa uscire integro e prosciolto?


2)supponiamo, invece, che sia vero il caso A.
In quest'ipotesi, tutto ciò di cui è accusato B., dovrebbe essere comprovato solo con sentenza all'ultimo grado di giudizio  che ne confermerebbe la colpevolezza o l'innocenza.
Ma tra una lungaggine e l'altra, tra eccezioni e tiritere dei suoi Ghedini (strapagati) è presumibile che a sentenza non si arrivi mai.
Molto verosimile, invece, è la prescrizione per scadenza dei termini.  
Conclusione:
a- Berlusconi continuerebbe a governare (incensurato ed incensurabile) sino alla scadenza della legislatura (2013).
b- Per il suo enorme potere personale,(mediatico ed economico) non gli sarebbe affatto difficile rafforzarsi ancor più nella sua maggioranza parlamentare (quindi nel suo potere).
c- Avrebbe così tutto il tempo per portare in porto le altre leggi ad personam(processo breve, intercettazioni) attualmente in corso di elaborazione.
d- Si costituirebbe, così, ancor più solidamente nella sua figura di leader "intoccabile" ed invulnerabile al di sopra e al di fuori di ogni legge e controllo.


mercoledì 16 marzo 2011

A che punto il Federalismo?

(da: www.ilmioblogpolitico.ilcannocchiale.it)


L'’’Italia sta vivendo uno dei periodi peggiori della sua storia.
Stiamo diventando agli occhi del mondo uno dei paesi più in difficoltà, non solo a causa dell’anomalia rappresentata da Silvio Berlusconi ma anche per la cronica mancanza di vere e giuste riforme mai realizzate.
In questo momento, certamente ascrivibile alla crisi del  berlusconismo e del suo regime populista-autocratico,  l’iter legislativo ed attuativo del Federalismo si trova in un'incredibile fase confusa di stallo che ne allontana ed offusca la realizzazione.
Ripercorrendo cronologicamente le varie fasi legislative, a partire dalla riforma del titolo V° della Costituzione (realizzato nel 2001 dal centrosinistra di Prodi), è evidente che solo questo e non altri è il vero primo passo riformativo verso il Federalismo in Italia.
Va perciò rimossa e smentita l’assurda rivendicazione di paternità posta in atto strumentalmente dalla Lega di Bossi.
Tale rivendicazione, spacciata come “liberazione padana”, (già “secessione”, già “devolution” ecc..) ovvero “avvento” epocal-rivoluzionario, sempre più imminente, non è altro che pura demagogia.
Infatti, ogni provvedimento di legge successivo alla riforma del titolo V°, dovrà necessariamente e rigorosamente osservarne, (nello spirito e nella lettera),  il rispetto "costituzionale".
Tanto vale anche per i decreti attuativi  (legge delega 42/.norme transitorie e finali) che, peraltro, anche a causa dell’incertezza del quadro politico, stanno già rivelandosi di difficile e contraddittoria applicazione.
Ciò che il Federalismo dovrebbe realizzare (*) sembra, perciò, ancora improbabile e lontano.
(*)abbattimento del regime centralistico in favore del decentramento democratico, organico, equo e solidale;
(*)equità fiscale/ lotta evasione attraverso l'autonomia impositiva decentrata;
(*)responsabilizzazione amministrativa contro sprechi e malgoverno (v.libro:”La Zavorra/ Giovanni Franco").
Pur tenendo conto dell'inevitabilità dei "tempi lunghi (data la complessità dell’”'impresa") nonché delle inevitabili resistenze e conflittualità che sorgeranno in realtà non certo "avvezze a revisioni razionali" della gestione delle risorse pubbliche, sarà sicuramente questo il banco di prova determinante che potrebbe spostare ingenti correnti di consenso tra i partiti.
E’ tutto interesse del PD farsi, quanto più possibile, divulgatore ed interlocutore in questa materia pur complessa.
Soprattutto riuscendo a far distinguere la realtà degli obiettivi realizzabili nell’equità da ciò che, invece, sta rivelandosi un continuo slogan di propaganda e nulla di più

Il "Fenomeno"

postato anche sul blog "Italianamente")
Mettila come vuoi ma quest'uomo purtroppo passerà comunque alla storia. 
Certo, storia squallida, storia buffa, triste o ridicola quanto si vuole. 
Ma lui e la sua memoria rimarranno  nel tempo. Purtroppo.
La memoria dei celebri, se questi erano buffoni, idioti, ma, soprattutto furbi e megalomani, si conserva molto di più di quella delle persone perbene, serie ed oneste.
Se per ben oltre 17anni B. non è mai scomparso dalla scena ed ha continuato a fare quello che ha voluto  senza che la maggioranza degli italiani gli si rivoltassero contro, significa che per quella parte d'italiani andava e va bene così.
Pur paradossale che sia, qui il fenomeno è questo:
il valore dell'uomo è riconosciuto direttamente proporzionale alle sue porcherie e menzogne, laddove, fa testo, non la verità effettuale e dimostrata ma quella pronunciata dalle sue parole.
Non i suoi reati ma le parole che dice per smentirli mentendo. 
Se, come tutti sanno, quell'uomo è mentitore, tale "vizio" diviene per lui "requisito" e prerogativa di virtù.
Paradossalmente (e sicuramente) rimarrà presente, (anche se si dimettesse subito per sua volontà), come figura prevalente e persino stimata nell'immaginario collettivo.
Il "fenomeno" sin qui descritto, però, assumerebbe una connotazione completamente diversa solo se fosse lo stesso popolo che l'ha eletto amandolo, a rivoltarglisi contro.
Non necessariamente in modo violento, ma certamente in modo determinato.