venerdì 27 maggio 2011

Una questione scottante





Anonimo scrive




Nella scorsa settimana un islamico che è venuto ad abitare quì, con aspetto e comportamento mafiosetto, mi ha chiamato un mese fa perchè gli mancava la luce in casa. Entrato lo vedo dare calci in culo alle sue due mogli per mostrarmi chi comanda. Ha un figlio di 10 anni che mi ha aiutato a invasare il miele da me prodotto con molta fatica dalle mie 6 casette. I condomini disapprovano l'arroganza e le scorrettezze del padre ivi compresa quella di non pagare il condominio.... Per riabilitarsi agli occhi del figlio una settimana fa lo ha fatto guidare in cortile la punto rossa ed alla fine hanno sbattuto benino su 2 auto nuove parcheggiate. Era prevedibile! Si sono eclissati anzichè avvertire gli interessati che il giorno dopo si sono infuriati mentre la punto è scomparsa fino a l'altro ieri mattina. Silenzio ed indifferenza mentre proseguivano le ricerche dei danneggiati. Senonchè il pater islamico ha pure contrastato nel frattempo per gocciolamenti con un italiano litigioso, il quale casualmente aveva assistito dalla sua finestra allo svolgimento dell'incidente. Allora ha raccontato tutto quello che ha visto a tutti ed è successo il finimondo, ma gli islamici si erano già tappati in casa. Fermi davanti alla TV a vedere la Mecca.... Ischiallah... Allora gli interessati vedendo che non rispondevano al campanello alla fine hanno staccato loro la corrente dal vano scale. A quel punto hanno dovuto uscire ma anche chiamando i carabinieri e per dichiarare che con le auto non ci entra (nonostante le tracce rosse ancora chiare dell'unica auto di quel colore). Il mafioso si è messo a minacciare dicendo che nel Cor'an è scitto che NON si devono disturbare le persone tranquille, che impariamo a vivere. A questo punto stiamo decidendo di farci tutti islamici per andare ad imparare dal loro IMAN. Ma qualcuno dice che questa è la loro dottrina e tradizione...proselitismo ????
Ed allora accettiamo le moschee ?
26 maggio 2011 01:38

lunedì 23 maggio 2011

E se cambia il vento?

Che l'Italia cominci a dubitare di Berlusconi lo dicono i risultati "provvisori" delle amministrative.
PDL e Lega arretrano, PD e altre opposizioni avanzano.
Insomma, piaccia o no, il "vento" sembra cambiare davvero.
Ma quale vento cambia e quale dovrebbe sostituirlo?
La retorica di sempre farebbe pensare che non è la prima volta che succede e che i vari "venti" li abbiamo ormai visti e provati tutti.
Vero.
Però alcune proposte di novità per non perdere ogni speranza, sono state pur fornite, e non solo dal PD.
Se per esempio il PD fosse davvero destinato a condurre un nuovo governo, quale sarebbe la prima cosa che dovrebbe fare?
Per quanto scontato dirlo, la prima riforma da fare è la legge elettorale.
Questo era già alla base del programma del PD di Veltroni proposto nel 2008 e più volte ripreso da Bersani.
Perché non se ne parla abbastanza? Perché sembra quasi sfumata questa priorità?
Abolire la legge "porcata" e restituire la democrazia ai cittadini che impedisca il riformarsi dell'oligarchia e della casta dei nominati non è forse la prima cosa da fare?
E ridimensionare privilegi e prebende, abolire i doppioni e ripristinare il "vincolo di mandato", vincolare le retribuzioni alla responsabilità dei risultati, non è forse non è forse solo questo che potrebbe aprire una nuova navigazione?
Invece non se ne parla più tanto, (se non forse in qualche disperso dibattito)  per dire forse che se ne parlerà poi alle elezioni politiche anticipate o no.
Ma è proprio questo il momento di parlarne!
Perché?
Perché il vento sta cambiando e se, fosse che fosse, l'esito di queste amministrative confermasse l'affermazione della sinistra, non si capisce perché non parlarne.
E' pur vero che neanche a farlo apposta, a breve c'è il test del referendum.
E' vero che accumulare carne su carne non si cuoce più.
E, tuttavia, è proprio questo il momento in cui si può rischiare di dimenticare che cosa è in gioco.
E' in gioco ppropro la possibilità di cambiare e questo il "regime" lo sa bene.
Il "regime" sa bene che se passa l'affermazione della sinistra ai ballottaggi e se passa il referendum del "sì" Berlusconi se ne deve andare!
Ecco perché fa di tutto per boicottare il referendum di giugno!
Perché il regime ha paura della democrazia. Ha troppo da perdere.
Ma è il paese che se non può permetter oltre a questo governo di proseguire!
Anche il PD e tutta l'opposizione deve saper bene che se passa quel vento, quello nuovo dev'essere per forza quello del cambiamento.

lunedì 9 maggio 2011

Domanda:QUALE DEMOCRAZIA DOPO BERLUSCONI? Risposta: Oltre ogni limite

 Rory Miusico
Il bello il brutto e il cattivo
Oh dunque compagni , viviamo in un paese meraviglioso. Il presidente del Consiglio (quinta carica dello Stato) definisce la magistratura un cancro, non è una novità, si dirà, certo ma ogni volta che sento la quinta carica dello Stato infangare le Istituzioni a me girano letteralmente i coglioni. In controcanto La Russa, un uomo cui il buon Lombroso dedicherebbe pagine e trattati, ch’è l’antitesi del bello ( inteso in senso assoluto) , sfidando lo sprezzo del ridicolo si permette di giudicare le donne elette nel centro sinistra, perché a suo dire sarebbero brutte. Lo dice, lui, con quella faccia e con quella testa. Infine Borghezio, un bipede non cogitante ch’è l involuzione plastica del genere umanoide, dalla sua bocca esce più pattume in una sola ora di tutto quello presente in quel di Napoli. In tutto questo il Presidente Napolitano tace. E’ importante riferire al Parlamento della nuova maggioranza di Governo, non certamente del fatto che si è bombardato un paese che non ha arrecato alcuna offesa al nostro senza prima passare dal parlamento. Napolitano spesso si distrae, casualmente capita per le cose serie, per le cazzate il Presidente c’è. Per fortuna che Napolitano c’è, qualcuno ieri l’altro ebbe a scrivere. Non ci fosse, giuro che non mi sarei accorto. Ma forse il dis-tratto sono io.
Di: Il Blog di Rory

(rispondendo e commentando a Rory Miusico)/
Il punto è che se c'è da vergognarsi di questo schifo di governo e di questo schifo di leader, secondo me, c'è  da vergognarsi anche dell'opposizione.
Lo so che dirai: "ma allora, da che parte stai? Se non sei convintamente contro, vuol dire che sei a favore"...
Rispondo che so bene da che parte stare e che questa è la sinistra, il PD. Detta anche "opposizione" 
Il fatto è che in Italia, ebbene,  l'opposizione non c'è.
Se c'è, è una specie di conglomerato che non convince nessuno. 
Ha ragione Napolitano.
Napolitano sta vivendo un dramma: vede bene che al governo abbiamo un avventuriero irresponsabile ed anticostituzionale. Solo per questo doveva farsi sentire ben di più,  ma non lo può fare poiché, contemporaneamente, vede l'irresponsabilità di un'opposizione inesistente.
Che però, forse, è responsabilità.
Vede bene in quali mani siamo e vede l'attacco quotidiano che il nostro "gheddafi" muove contro le istituzioni, contro la democrazia.
Ma non ci può far nulla senza un'alternativa che esca dall'agglomerato dei casini, dei bersani, dipietro, svendola.
Può solo recitare la parte che gli spetta, ammonire, celebrare...basta.


Poi io ho un atroce dubbio.
Che le condizioni in Italia non cambieranno per niente anche se un giorno vincesse la sinistra.
Considerazione 1.
Nessuno può dire che non sia vero che l'Italia sia messa meglio di altri stati europei e, pur essendo messa peggio della Germania, non significa affatto che "muammar-silvio" non sia riuscito a far credere a gran parte dell'opinione pubblica che questo minor male sia dovuto al fatto che al governo "Silvio c'è" , non la sinistra
Ma "muammar-silvio", da quasi 20anni, è riuscito a fare molto di più.
Ha trasformato il suo popolo a sua immagine e somiglianza.
E' riuscito a convincere la pubblica opinione sulla sua stessa filosofia di vita.
Quella del primato dell'uomo forte, astuto e proprietario di poteri forti.
Questo modello ha fatto premio su ogni altro basato sull'onestà, equità e benessere equamente distribuito, al punto tale che, ne sono convinto, anche il precario, la vecchietta diseredata e bisognosa, il cassintegrato, crederanno e voteranno per lui ed il suo modello.
Considerazione 2.
E' duro dirlo, ma per me è molto più difficile sconfiggere un ladro astuto che un onesto moscio.
Berlusconi è astuto e  per questo è preferito a Bersani che per la sub-mentaltà dominante è un onesto ma non un astuto.
Un onesto moscio che, in tempo di era berlusconiana, non andrà mai bene.
Anche Tremonti è difficilmente sostituibile, forse perché è riconosciuto più astuto che bravo.
Forse Prodi era molto più bravo ma nessuno lo sostituirebbe con Prodi che non traspariva quel tipo di astuzia.
In un ipotetico governo di sinistra non c'è nessuna figura che traspaia astuzia e grinta, anche se, (è certo) astuzia e grinta non portano a nulla senza onestà e lungimiranza.
Ma, almeno per ora, momento non sembra che questo importi molto agli italiani.
Paradossamente, anche se ne hanno bisogno davvero di più onestà che di astuzia, non lo chiedono ed hanno scelto e preferito l'astuto all'onesto.
Considerazione 3.
Nessuno dei politici che ricoprono una carica pubblica (anche l'ultimo seggio dell'ultimo comune), può aver interesse a spender un minuto di più per i compiti per i quali pure è delegato e pagato.
Forse non sarà così per il sindachetto che prende 1000euro al mese.
Ma per chi è pagato profumatamente, normalmente è così.
Quanto più i politici crescono in stipendio ed in privilegi, tanto più se ne fregano del bene altrui per il quale sono stati eletti poiché non è questo di cui hanno bisogno e non è questo il loro interesse.
Ma soldi, onori, carriera. Questo sì.
Ma c'è qualcosa che va oltre: è la ragion di stato. E' il sistema e la regola dell'oligarchia quella cui si voteranno e da cui saranno condizionati per la vita.
Il loro unico scopo sarà non perdere la rendita di posizione di cui godono, non altro.
Non gliene fregherà più di tanto dei problemi italiani, della disoccupazione, della guerra, dell'energia. Salvo fingere di farlo nelle loro propagande mediatiche e soprattutto in TV che è divenuta l'arena in cui più si è presente più quella rendita sarà difesa.
E la preoccupazione di perdere le elezioni? 
Non li sfiora nemmeno un pò poiché, facilmente maturano il loro vitalizio che li sistemerà in vita, sia che appartengo alla parte di governo sia all'opposizione. Sia che vincano, sia che perdano.
Inoltre, non hanno vincolo di mandato. Il che significa che ognuno è libero di voltar gabbana a seconda della propria convenienza.(Scilipoti docet).
Considerazione 4.
Non credo nemmeno che in Italia le cose vadano così male come la strategia dell'opposizione, a torto o a ragione, ci impone di credere o di condividerne la risonanza.
E' verissimo che c'è stata e c'è la crisi  e che esiste la realtà di chi non arriva alla seconda settimana, ma, incredibilmente, prevale l'immagine del messaggero  dalla parola rassicurante che parla di bel futuro migliore e che ispira fiducia.
Quell'immagine e quel messaggio dice che l'evasione svagante e gaudente può costituire il migliore antidoto alle sofferenze e alle preoccupazioni.
Della barzelletta per riderci sopra e non pensare alle tristezze.
Lui lo sa bene, da attore e da manager dello spettacolo qual'è, che in fondo, la gente preferisce più divertirsi che preoccuparsi.
Sa che ama di più il gossip che stare a discutere, ragionare, informarsi.
Berlusconi è riuscito ad inoculare il suo stesso dna agli italiani ed è su questo che il suo potere ha tratto la maggiore forza.
Considerazione 5.
Per aggiungere ancora qualche elemento alla domanda che titola questo post, si consideri quanto sta avvenendo in Libia.
La parte che è insorta contro Gheddafi non stava troppo peggio dei  popoli che in Egitto e in Tunisia hanno spodestato i loro dittatori che peraltro non hanno dichiarato guerra contro il loro popolo e se ne sono andati.
Ma in Libia, Gheddafi spara e continua a massacrare quel popolo insorto.
Tuttavia, credo che la guerra che è in corso quasi non sarebbe scoppiata  se Gheddafi non avesse saputo che gli insorti avevano le armi.
E se non vi fosse stato l'appoggio dell'ONU-NATO  (USA,Francia,Inghilterra) quella rivolta forse non sarebbe ancora in atto. Né la guerra.
Gheddafi ancora resisterà per breve tempo ma la sua caduta non sarà determinata dalla forza della ragione ma da quella delle armi.
Sembrerà surreale ma la stessa cosa è l'ipotesi della caduta di Berlusconi.
Non la forza della ragione lo farebbe cadere ma solo una forza uguale e contraria alla sua che non è quella della ragione ma del carisma dell'uomo super.
Per buttarlo giù servirebbe che vi fosse, anche dietro noi, una forza d'urto più potente di lui com'è avvenuto per gli insorti libici.
Insomma una forza che gli facesse paura e lo costringesse alle dimissioni.
Che istituzionalmente potrebbe essere un'opposizione forte compatta e determinata.
Ma nemmeno questa sembra probabile abbatterlo poiché la sua arma potente è quella della compravendita di cui si avvale in questi giorni.
E' la sua potenza promessa coram et contra populi  che sarà ancora a guadagnargli la vincita.
A lui non fa paura nemmeno più la forza della democrazia perché ha anche la fortuna dalla sua parte.
La fortuna di trovarsi una congerie avversaria più numerosa del suo schieramento ma talmente divisa ed inconcludente che gli permetterà di conquistarsi persino con gloria ed onore, la carica suprema dello stato.

sabato 7 maggio 2011

QUALE DEMOCRAZIA DOPO BERLUSCONI?‏

-LO SPUNTO è DATO DAL TERMA TRATTATO OGGI A FARHENEIT
Borrelli, Genovese, Moroncini, Pezzella, Romitelli, Zanardi, La democrazia in Italia.

Quand'anche questi (Berlusconi) uscisse di scena, il discorso egemone di cui è stato il rappresentante continuerebbe a vincolare anche i suoi successori. I saggi qui raccolti affrontano perciò una serie di questioni di fondo, che ritornano in tante interpretazioni del caso italiano: assistiamo a un ritorno del fascismo? C'è una tradizione politica che impedisce la democrazia nel nostro paese? Il caso italiano va letto all'interno di un orizzonte culturale, ideologie e dispositivi di governo transnazionali o rappresenta una situazione a sé?


La domanda posta dagli autori (e che pongo in questo post) è: 
-In Italia è possibile la democrazia?
    A questa seguirebbe, per logica, queste altre: 
    premesso che la RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE e del sistemi costituzionali non è solo la solita "pertinenza" proclama-minaccia"  ("avviso ai naviganti") dal nostro sempre beneamato , ma che tali riforme sono più e più volte invocate anche dalla sinistra , (abolizione "porcellum" ecc.), 
    -Tali risforme servirebbero veramente a produrre un nuovo corso politico dove in cui la democrazia assuma davvero il suo peso e significato?
    -Liberarsi da Berlusconi è davvero la "liberazione" da qualcosa che impedisce la democrazia?
    -E se, invece, questa "liberazione" fosse la liberazione da un falso problema che alla democrazia non farebbe fare un solo passo in avanti, sia rispetto al berlusconismo, sia per estensione di tutte le forme di partecipazione e della democrazia diretta, dove fosse realmente il popolo protagonista e responsabile delle proprie decisioni? 
    Vediamo.
    Anzitutto , anche se non so con quale coraggio, Berlusconi continua nei suoi proclami  "la democrazia  in Italia è impedita dai giudici..." e continua ad invocare e promettere la riforma della giustizia quella che invece è la riduzione della giustizia ai fini suoi personali.
    Potrebbe essere, questa sua continua denuncia, una parvenza d'indicazione credibile verso la vera democrazia voluta dal popolo e dalla Costituzione oppure è così come la intende Berlusconi?
    Potrebbe essere, se non fossero fondate le accuse che lo implicano, quest'uomo, un messaggero autentico ed edificatore di democrazia

    Tralasciamo i commenti che potrebbero "incorniciare" quest'ultima ipotesi...e dimostriamoglielo  con i fatti
    nei referendum del 14 e 14/6 p.v.!