venerdì 30 settembre 2011

COSA FARE ALLORA?


Corpo del messaggio



Pubblico, su autorizzazione del mittente, questa mail che riflette una delle tante situazioni in cui, prima o poi, tutti potremmo viverci direttamente. 
Oltre al problema dei sinti qui descritto è ormai quotidiano il verificarsi di innumerevoli disagi provocati dal continuo ingresso in Italia di rifugiati e stranieri  per il cui problema, sia il governo sia le amministrazioni locali sembrano  lavarsene le mani riversando quindi sui cittadini il danno della criminalità (furto, spaccio e violenza) ed il degrado generalizzato del vivere quotidiano.
Qual'è la vostra opinione?Come va affrontato il problema?

Spett ETAM (comune ve)
I fatti odierni
prevedibilissimi , trasmessi per TV e visti direttamente da me (x furto 1 ML/€ ritrovati per non dire di quanti soldi avevano già speso in precedenza )
dal momento che con 10 euro/gg di Ferro vecchio come giustificazione
e senza altri lavori che di regola disdegnano,
non si poteva pensare di permettere ai Sinti di vivere concentrati e gratis,
rappresentano il fallimento del sistema introdotto con il costoso villaggio di  via Vallenari.
Disadattati, irrimediabili, parassiti, per non dire inintegrabili, oltre che ladri matricolati.
 
Anche con le bollette di tutti i tipi da noi pagate per loro,
per non dire dell'insegnamento di sostegno inutile e disprezzato,
Con le costose auto che si comperano e ogni genere di arredi
ed arroganza abbondante, da vendere, e vizio a devastare il prossimo
le istituzioni devono dichiarare d'aver fallito gli obiettivi e le speranze (illusioni certe)
Ci chiamano gagi (=inferiori), non pagano i trasporti (mai), quando vanno in H fanno pressioni indebite, ecc
Anche noi abbiamo avuto un furto avvenuto secondo la loro tecnica
e non abbiamo dubbi che chi non vuol adattarsi alla nostra cultura
non puo pretendere che lo facciano gli ospitanti; pensare che da ingenuo
avevo offerto loro più di una volta di svolgere raccolte, rifiutate,  più vantaggiose....

Basta, bisogna mandarli via dall'Italia, sono serpi in seno
p

martedì 20 settembre 2011

Credere o non credere?



POST 1 (da Radiocooperativa "Temi trascurati" di venerdì 9/09/2011)


Sulla tema "Ateismo", trattato oggi  da Piergiorgio nella sua importante trasmissione, ci sarebbe da scrivere all'infinito.
Il che  non è solo impossibile ma persino inutile poiché nessuno leggerebbe nulla spaventato dalla mole...
Prendiamo però alcuni punti che mi sembrano utili per chi avesse un po' di voglia di riflettere sulla questione.
(Domanda 1.)Da sempre l'umanità ha avuto bisogno di credere in qualcosa di       trascendentale. Perché?

Perché questo bisogno è anzitutto determinato da queste certezze:
a)- L' uomo è  assolutamente fragile e limitato.
b)- L'uomo è condizionato da forze terribili, potenti ed imprevedibili che portano al male e alla morte(evento del male).
Se c'è qualcosa di certo ed assoluto in cui credere sono perciò i due punti di cui sopra.
La percezione che mette in allarme (e che spesso diventa angoscia) dall'evento del male si chiama paura
E' perciò la paura che spesso determina le nostre decisioni e le nostre azioni. In assenza di paura o di preoccupazione, probabilmente, non vi sarebbe azione alcuna cui dare importanza e la vita, (come spesso lo è), sarebbe, senza la paura, un monotono percorso del vivere giorno dopo giorno.
Il ricorso all'Entità Divina come Salvezza, (Speranza), dall'evento del male (e del pericolo) è, da sempre, per l'umanità, basato sulla supposizione di una destinazione diversa da quella del  Male (e della Morte), e di riscatto verso la Felicità (persino eterna). 
(Domanda 2).La Religione si fonda quindi sulla paura?
Sì. 
Sin dall'età arcaica le religioni si fondano sul timore dell'ira degli dei e sulla paura della punizione divina.
[Non è certo un caso se Zeus brandisca i suoi strali che colpiranno chiunque non si assoggetterà al suo volere e alla sua obbedienza].
E non sarà certo un caso se i monoteismi(ma anche i politeismi) minacciano d' Inferno i cattivi (che saranno in qualche modo dissuasi da esserlo per paura della dannazione eterna).

Se per morte e dolore (infelicità)  la paura è protagonista, il sentimento(pulsione-emozione) opposto, (quello che ci fa  presentire la felicità) è l'euforìa.(La felicità è  sempre effimera e transitoria). 
L'euforìainfatti, ci porta al pensiero positivo ed a farci sentire  vivi e felici persino nelle nostre più banali azioni. 
A prescindere dall'obiettivo, (ritenuto da noi l'oggetto della nostra felicità) da raggiungere, dunque, potremmo considerarci felici anche senza mai averlo raggiunto.
(Anzi,, quasi sempre, con quella conquista, viene meno proprio la felicità che immaginavamo)
Ma poiché la paura, come emozione (stato d'animo) è spesso sproporzionata al pericolo reale incombente (spesso c'è paura senza alcun pericolo incombente), la sensazione opposta (euforìa) è anch'essa, in certo senso, indipendente dalla reale felicità immaginata.
La Felicità, quindi, non sta nell'obiettivo raggiunto, ma nella sensazione che ci dà l'immaginario effetto di quel traguardo.
Si potrebbe dire che euforìa e paura esistono di per sè,  in modo indipendente ed autonomo, indipendentemente, quindi, da ogni Religione e da ogni Credo?
E cosa ci dicono, allora, le Religioni? A cosa servono? 
Sia i Monoteismi che i Politeismi, si proclamano, per i credenti (e, ovviamente, per i praticanti,) tutti messaggeri di Verità e di Bene. (Terra Promessa)
Di Felicità, quindi.  
E ci dicono: Ora tu non vedi (ad esempio) il Paradiso o la Vita Eterna, e non c'è nemmeno nulla che te lo comprovi (salvo la tua Fede) ma un un giorno ...se crederai...
Un giorno cosa?(questa è questione di Fede cui va il mio massimo rispetto)
Io credo che almeno una cosa valga bene la pena di accogliere di quanto ci dicono le Religioni:
"prova a dare qualcosa di te stesso ad altri e,molto probabilmente, sarai in pace con te stesso e con gli altri".

A me sembra questo un punto importante. Molto importante.
Ed è a questo punto che alla paura e all'euforìa forse si potrebbe aggiungere un terzo stato dell'anima: la coscienza. 
Ed è in questa, solo in questa,  in cui consiste il mio Credo.
(...sempre salvo ulteriori messaggi, errori e/o omissioni)



http://www.radiocooperativa.org/sitonuovo/index.php

martedì 6 settembre 2011

E' come aver creduto nel paradiso.Invece era un bordello. Post 5

                                                            (A. Canova) - Amore e Psiche

Questo post dovrebbe seguire l'analisi del fenomeno berlusconiano e tentare una risposta alla domanda finale del post 4.(E Silvio Berlusconi per che cosa mai sarà ricordato?)

Su Silvio Berlusconi e sul berlusconismo, fior di studiosi e letterati ne hanno scritto e tuttora ne stanno scrivendo. E sembra che il boom letterario sia ben lungi dall'essere esaurito.
E' l'argomento che più interessa al mondo.
Se volete farvi un idea cliccate qui  .

Da Umberto Eco a Indro Montanelli, da Travaglio e Vespa, da alti prelati ad insigni sociologi, e persino nella letteratura scientifica specializzata, si sta tuttora indagando sul berlusconismo come evento "epocale".
(da notare, en passant, che gran parte dei proventi della produzione letteraria e mediatica di cui sopra,, vanno comunque a vantaggio delle sue aziende mediatiche ed editrici) 

Perciò, al di là di ciò che, in bene o in male, ognuno liberamente ne possa pensare e scrivere, non si può affatto negare che il B. rappresenti l' evento più dirompente nella politica moderna italiana.

Lo stupore sta (purtroppo) nella seguente constatazione.
Che quest'uomo sia riuscito, incredibilmente (ed impunemente), a rendersi famoso facendo credere di essere ciò che sosteneva di essere senza esserlo.
L'UOMO SUPER, ovvero, senza troppe divagazioni, l'uomo-ICONA, è la raffigurazione (veste) che, per quanto sia incredibile (inaccettabile?disgustoso?) ammetterlo, gli rimarrà propria. E non credo in modo effimero.
"Il più grande statista...", "l'uomo della provvidenza..."("l'Unto del Signore"), e di tutte le altre stranote attribuzioni in cui , tra il serio ed il faceto, costui si è auto-coniato, rimarrà traccia nella memoria nel tempo e, persino, nella storia d'Italia.
E', comunque, fuori di dubbio che, malgrado i rovesci, le defezioni, i tradimenti, i processi, le sue strampalate avventure sessuali, le sue barzellette, le sue corna e la sua permanente menzogna, anziché offuscata o compromessa, quest'ICONA rimane paradossalmente integra nella convinzione di molti, anche se in netta minoranza, tra i suoi sostenitori e persino in molti suoi detrattori.
[L'immagine del  GENIO POLITICO, dell'EROE generoso e forte, che, solo perché non si è "lasciato lavorare", non è riuscito nel miracolo promesso di salvare l'Italia e di farne un Paese-super come super è lui nella sua autostima, rimane (quest'immagine), anche se in negativo, nella mente e nell'attenzione sia dei suoi fans , sia dei suoi detrattori..]
Il che non significa affatto che lo meriti (o che avesse alcunché di capacità particolarmente superiori per meritarlo) ma ciò che è il suo successo è quanto è creduto tale nell'immaginario collettivo di molti.
E continua ad esserlo.
[è lo stesso effetto provocato dal bravo interprete-protagonista di un film o di un'opera teatrale]

Quindi, a dispetto dell'odio e dell'invidia dei "criminali comunisti", dell'assalto del traditore Fini e i mal di pancia dell'"amico" Bossi (che lo considerava il MAFIOSO DI ARCORE), malgrado gli attacchi di Marco Travaglio e di tutti i suoi più affinati avversari, (come per una strana misteriosa, ma non tanto, beffa mediatica) potrebbe davvero verificarsi che egli passi alla storia come una sorta di eroe messianico.
Poiché così è l'eroe concepito e percepito dalla platea di chi assiste ad un film.
Perché il berlusconismo è proprio questo:  un film ovvero la trasposizione di un bel fotoromanzo (tipo Beautiful) dal mondo della fantasia a quello del vivere reale quotidiano.
Come in un divagare permanente in un viaggio surreale- illusorio.

Allora, la definizione "paese di m.", pronunciata dal nostro eroe- protagonista, cos'è se non una licenza poetica che in nulla ne intacca lo smalto e il fascino?
E' come se tale frase, pur pesante, fosse stata pronunciata da George Clooney (o da Al Pacino) durante un'azione filmica, alla quale, l'uno (o l'altro), interpretando l'eroe (positivo o negativo non importa) è in qualche modo autorizzato, senza che questo insulto desti scandalo o disapprovazione. Anzi.
Sì, perché, oltre a tutto, Berlusconi, (sempre secondo la sua auto-esegesiè colui che ha sacrificato se stesso per questa "m. di paese ingrato" che invece di essergli riconoscente gli è persino contro!
Come mai?
Ebbene, se si capiscono le parole   "perdona loro perché non sanno quello che fanno", come  non capire il disappunto di Silvio ("unto del Signore n.2") che, in fondo, sarà ("a ragione"), ad imperitura memoria,  l'uomo del sogno italiano?


La tendenza collettiva dell'umanità è sempre stata orientata e condizionata dal sogno
E' vero. 
Il sogno, si dice, nutre la vita di speranza ed ispira alle più alte imprese umane.
Peccato che questo sogno abbia favorito solo il vantaggio di quelle di S.B. e dei suoi interessi personali!
Non certo quelli dell'Italia degli italiani.
Che da lui erediteranno questo "lascito": 
un pugno di mosche e la consolazione del suo ...


                                                                            bordello!



FINE della serie