martedì 28 febbraio 2012

Il post-berlusconismo


Per tentare di farci un'idea del momento politico-storico in cui l'Italia si trova dopo l'esperienza del berlusconismo, vediamo i  seguenti dati. 

1-fiducia verso i partiti politici: (praticamente) azzerata.
2-stato economico e sociale: in ginocchio
3-pil: in recessione
4-debito pubblico: crescente
5-produzione e occupazionein ginocchio
6-distribuzione ricchezza e risorse (equità sociale): ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.
7-pressione fiscale -inflazione: in aumento. (imu-iva-benzina-prezzi al consumo-energia)
8-stipendi, salari pensioni : tra i più bassi (in Eurozona) e tra i più alti quelli dei politici
9-corruzione, evasione, lavoro nero e criminalità organizzata: in aumento
10-giustizia: (inefficienza- carceri sovraffollate-lavoro arretrato immane) in aumento
11-sprechi e sperpero di denaro pubblico: in aumento 
12-dissesto idrogeologico e del patrimonio culturale : in aumento 

1. Anche se non più al comando, l'ex premier , col suo enorme potere economico (tv, banche, editorie, assicurazioni supermercati, proprietà e possedimenti) è sempre in grado di esercitare  un'enorme influenza  politica.
2. Senza alcuna riforma della RAI e delle licenze mediatiche questo suo potere è in continua ascesa.
3. L'enorme potere economico-mediatico che gli deriva dalle sue TV , anche per effetto della riforma digitale, si è accresciuto nel corso degli anni convogliando a suo favore interessi pubblicitari e audience, in duopolio con la RAI.
4.Questo successo rimane in sostanza il terreno sempre a lui  favorevole politicamente in caso di sua candidatura alle prossime elezioni.
La commistione tra tv-affari-politica che Berlusconi ha sfruttato a proprio vantaggio non è affatto cambiato e rimane inalterata la sua influenza in molti settori importanti dell'economia italiana nonché  la sua influenza sullo stesso attuale governo Monti.
 Domande?













sabato 18 febbraio 2012

Se il popolo non ci crede...


(v.::Gramsci, Manzoni e mia suocera-Ilvo Diamanti- ediz. il mulino)

Proseguendo nella riflessione di cui al post "Fanno tutti schifo" vorrei immaginare quale sarebbe davvero il comportamento italiano alla prossima scadenza elettorale (che certo arriverà nel 2013 salvo sorprese o imprevisti).
Per logica, si dovrebbe pensare che, finito il bagno populista di  Silvio Magno, molti suoi elettori si siano ravveduti  avendo constatato che il suo "castello delle meraviglie" era (è) un disastroso inganno.
Questo ravvedimento dovrebbe, per logica, accreditare  un governo appena più credibile come dimostra essere questo governo Monti.
Ma quest'ipotesi sembra già bocciata in partenza se, (come accerta nel suo libro Ilvo Diamanti) la fiducia nei partiti è al 4,5%.
Logico o no che sia.
Domanda:
Il fatto che da oltre mezzo secolo nessun governo abbia mai brillato in eccellenza la scelta del non voto più non è forse alquanto masochista?
Chi è la suocera? Come c'entrano il Manzoni e Gramsci?
La suocera è  in sostanza (per Diamanti) quell'elettorato che ha permesso ed espresso il regno di Silvio Magno.
E' l'italiano (+o-qualunquista) che crede nell'uomo del miracolo e della provvidenza.
Quello della serie: "fare i c.i propri" ; "tutta colpa degli altri , di Prodi, Bersani, del PD, dell'euro, della sinistra, dei sindacati ecc...; "non voto per nessuno" perché (appunto) mi "fanno schifo tutti".
E' su questo tema (il qualunquismo) che "entra in gioco" il Manzoni (a sua volta citato da Gramsci) per via degli "untori" [Antonio Gramsci distingueva tra "buon senso" e "senso comune". E citava, a questo fine, Alessandro Manzoni. Il quale nei Promessi sposi annotava che al tempo della peste "c'era pur qualcuno che non credeva agli untori, ma non poteva sostenere la sua opinione, contro l'opinione volgare diffusa". Perché, aggiungeva Manzoni, "il buon senso c'era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune". "c'era pur qualcuno che non credeva agli untori, ma non poteva sostenere la sua opinione, contro l'opinione volgare diffusa".]
Secondo la (falsa) credenza popolare, (il  "senso comune"  gramsciano) gli untori erano dei maledetti criminali assassini propagatori della peste.
Nel  "senso comune".
Ma, secondo il  "buon senso",  altro non erano che frutto di  psicosi collettiva e di caccia alle streghe.
Ma quel  "buon senso"  a nulla poteva  contro il  "senso comune"  dell'opinione pubblica terrorizzata e furibonda diffusa dei milanesi.
[Accusare qualcuno (tra cui Renzo Tramaglino) e colpirlo come capro espiatorio, rappresentava una sorta di giustificazione consolatoria e il coprire d''infamia qualcuno, sebbene innocente,  dava al popolo la pseudo- percezione che in fondo la giustizia esisteva ancora anche se come caccia alle streghe..
Non importa se il tutto era in pieno contrasto con ogni razionalità, con ogni "buon senso".
Bastava crederci.]
In conclusione, ci sarebbe ben poco da fare contro quel tipo di  "senso comune".  
2+2 non farebbe più 4 se uno (o un popolo o una parte di esso) non dovesse crederci. 
Anche se sa che non è così![anche se sa bene che la matematica non è un'opinione]
Esattamente come si sapeva che il berlusconismo era solo sogno, utopia e menzogna. 
Ma quella era (ed è ancora) l'opinione volgare (popolare) diffusa. Quella appunto della suocera.
Con buona pace per Gramsci e per il Manzoni.
Così è nato il berlusconismo. Così, il "senso comune", potrebbe farlo tornare.




                                                                     ***



Nota:  Io credo poco a gran parte di quelli che si dichiarano per il non-voto.  Anzi, credo che voteranno  Berlusconi (anche se non candidato). Pochi di loro saranno disposti ad ammettere di aver sbagliato.
Voteranno comunque il pdl perché sanno che Berlusconi c'è e ci sarà sempre a dirigere il (loro) partito del populismo e del sogno. In fondo, chi è disposto a credere nei sogni(vedi post), sarà sempre disposto a votare chi li racconta meglio
(E' vero che, un bel giorno, gli italiani si sono accorti di essersi quantomeno "sbagliati" su Mussolini sino a farne scempio del cadavere in piazza Loreto, ma quella ...era un'altra storia...)



sabato 4 febbraio 2012

dal blog di: Franco Pinerolo


(post 1)


(allo studio di Franco Pinerolo.)
Un governo forte con i deboli e debole con i forti
(La pubblicazione in questo blog è autorizzata dall'autore) 


Abbiamo un governo forte con i deboli e deboli con i forti! Dopo aver bastonato pensionati, pensionandi e proprietari di casa lasciando intatti i grandi patrimoni, ora il governo Monti se la prende con ferrovieri, piccoli commercianti, trasportatori, gestori non proprietari delle pompe di benzina,  lavoratrici e lavoratori del commercio, guardandosi bene dal toccare Banche, Assicurazioni e petrolieri, che anzi ne escono avvantaggiati. Ma il feeling tra governo Monti e società comincia a interrompersi: il 74% della popolazione (sondaggio Mannheimer) non gradiva affatto la prima manovra approvata da Monti e il 79% (nel 2001 era il 69%) degli italiani non esprime propensione verso il privato. Nessuno si beve più la furberia di anteporre la parola “equità” al colpo d'ascia che Monti cala sulle nostre teste!
Per

DALLE LIBERALIZZAZIONI POCHI VANTAGGI E TANTI GUAI

Monti mostra i muscoli contro ferrovieri, piccoli commercianti, trasportatori, gestori non proprietari delle pompe di benzina, lavoratrici e lavoratori del commercio, e avvantaggia Banche, Assicurazioni e petrolieri.


                                                                                                                                                       (segue al prossimo post)