mercoledì 13 giugno 2012

Riflessi e...riflessioni sul....



I dati e le notizie che riguardano la de-crescita economico-industriale di questo nostro Paese, sono spesso connessi e riferiti al decadimento culturale generale dell'Italia.
Gli italiani risultano infatti agli ultimi posti in fatto di propensione alla lettura e all'interesse culturale e  all'approfondimento della stessa informazione.
Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi.
La deriva morale si riflette nella politica, nell'aggravarsi dei problemi sociali, nell'allontanamento e nell'esclusione dai diritti (persino elementari). consacrati nella Costituzione.

Quasi vent'anni di berlusconismo- populismo e di ricorso all'uomo della provvidenza, che promette e cattura consenso sui racconti su se stesso e sul suo gossip , e che ancor ora, malgrado il suo fallimentare percorso politico (e giudiziario), riesce a catturare fiducia e consenso da molti italiani, ne sono il (triste) risultato.
Il fallimento di questa deriva populista anticulturale è ora il crollo di credibilità nella politica e nelle istituzioni repubblicane in cui è precipitata l'Italia (antipolitica ).
La distanza,  tra mondo  politico e società reale è in crescita. 
E' in crescita la sfiducia e lo scadimento nelle relazioni, nell'aggregazione sociale, nei partiti.
E' in aumento pessimismo, rabbia, chiusura e diffidenza verso l'altro, soprattutto se straniero, se diverso, se in difficoltà.
Il progressivo aggravarsi della crisi economica, della disuguaglianza sociale, della disoccupazione senza ritorno, produce (soprattutto nel mondo giovanile) un combinato disposto di banalità, di auto-difesa egoistica, di razzismo, di soluzione totalitaria, ad un'irreversibile stato d'incomunicabilità e chiusura nei rapporti sociali ed interpersonali.
La posizione del  "si salvi chi può", quella del "solo più furbo ce la fa", sono il lascito (purtroppo) del berlusconismo ma anche, (purtroppo), di una  preoccupante tendenza culturale della nostra società.
Anche in questi giorni, da parte berlusconiana, si continua ad inneggiare irresponsabilmente contro il "partito delle tasse e delle manette", viste come sciagure e non come, (le une) per far fronte ai bisogni di tutti e (le altre) per garantire sicurezza e giustizia.
Si è voluto strumentalizzare Imu e Iva come gabelle intollerabili senza distinguere il ricco dal povero ed ignorando ogni principio solidaristico dettato dalla Costituzione.
Questa devastazione culturale dev'essere fermata.
Chi irresponsabilmente cavalca il malcontento per propri interessi di parte o per ricavarne qualche vantaggio elettorale non fa che aumentare il pericolo di destabilizzazione, mina la legalità ed i fondamenti di uno Stato di Diritto.
Chi si lascia assuefare dagli eventi come destino rovinoso ed irrimediabile standosene alla finestra non fa che accelerare la decadenza e l'impossibilità di una "via d'uscita" per una vera salvezza.
Tale posizione accantona il principio solidaristico che è alla base di ogni crescita sostenibile; accantona ogni prospertiva verso una società pacifica migliore ed introduce, al contrario, pericolose ipotesi di soluzione conflittuali , sommarie ed avventuristiche.

Lo scoppio della bomba finanziaria,  (della dittatura dei mercati), l'assenza di un'Europa politica unita e solidale in grado di arginare la crisi economica, lo squilibrio economico tra le nazioni sono altrettanto preoccupanti componenti negative in questo drammatico panorama.
L'allontanarsi di ogni ipotesi d'imminente uscita dalla crisi, alimentano, tra la gente, prostrazione morale e sfiducia nell'avvenire.
L'espandersi dell'illegalità e della corruzione può pericolosamente intaccare, come metastasi, gli stessi valori che stanno alla base della convivenza civile e degli stessi rapporti umani.
Persino nella percezione esistenziale di ognuno di noi è difficile, a volte, immaginare se, come e quando ne usciremo e in quale direzione potrebbe svolgersi la nostra azione ed il nostro impegno per uscirne.
Sul come e dove agire al meglio per salvare la nostra nazione, la nostra città, la nostra famiglia, (rilanciarne i valori contro "assueffazione", "rassegnazione", "pessimismo"), è il campo in cui anche l'impegno di quest' Associazione può essere di grande aiuto e, forse, la vera ragione sociale per chi, con buon senso e buona volontà, in una via d'uscita crede ed opera.
                                                                   ***

(Nota finale ndr):
Le argomentazioni di cui sopra possono risultare scontate e forse retoriche, sia perché a molti sono già   note (...che sia proprio così?) sia perché trattate in varie precedenti occasioni politiche. Tuttavia, se: (v."Manifesto") "nostro scopo è quello di elaborare ipotesi di lettura della realtà politica e sociale (v.2^cpvs. del documento) e se davvero daremo seguito all'impegno di elaborare "una mediazione etica ed antropologica... negli importanti riferimenti al messaggio cristiano ed alla Carta Costituzionale" ...

...allora forse questo articolo potrebbe ...servire.
Grazie a voi per la lettura.