martedì 9 luglio 2013

La "globalizzazione dell'indifferenza".

Oggi ci inspiriamo alle parole del Papa: No alla globalizzazione dell'indifferenza. Ma cosa succederà dopo la visita del Pontefice? Rimarranno soltanto le parole di buon auspicio oppure si potrà intervenire anche sulle leggi? In che maniera può avvenire questo cambiamento? Oggi ne parliamo La Città Radio3 Voi cosa ne pensate?


Io non esito ad inchinarmi davanti alla grande umanità carismatica di Papa Francesco.
Premesso questo, capisco quanto grave sia questa "globalizzazione dell'indifferenza" che però dovrebbe essere spiegata e sviluppata meglio.
Se fossimo meno "indifferenti" e più sensibili verso quei drammi, risolverememmo di ceerto un problema di coscienza ma, (domanda) risolveremmo (o attenueremmo) il dramma di quei disperati che ha dimensioni planetarie?
Si può di certo (anzi si deve!) essere meno indifferenti e più "umani", questo è senz'altro vero. Il nostro egoismo è già una barbarie che, come tutte preludono a tutte le tragedie dell'uomo e del mondo.
Ma qui si tratta di salvare milioni di vite umane che in un modo o in un'altro sono destinate a morire per fame, per malattia, per guerra e non solo per cause imputabili a qualcuno.
Le nazioni civili devono sicuramente offrire salvezza e sostegno a chi lo chiede!
Ma come possono, queste stesse, salvare tutta questa gente, se sono proprio queste che difendono il benessere con le guerre, le grandi lobbies finanziarie, la devastazione dell'ambiente?
E' tutto il mondo civile (non solo l'Italia) che dovrebbero rivoluzionare il corso delle politiche economiche sin qui condotte. Quelle che hanno moltiplicato ingiustizia e povertà!
Ma non lo fanno e dubito che lo faranno mai!
Mobilitarsi con la coscienza, sarà anche nobile, ma non risolve nulla, anzi diventa beffa sul danno! Non si tratta solo di diventare meno "indifferenti" ma si tratta di imporre politiche ed economie nuove per garantire concretamente a tutti il diritto alla vita e alla sopravvivenza!
Qualcuno mi spiegherebbe come garantire vita e fututo a quei poveri diseredati se vita e futuro vengono sempre meno per gli stessi cittadini del paese che dovrebbe ospitarli?