lunedì 30 settembre 2013

Cos'è l'"autoreferenzialità"? (secondo me...)



Il termine autoreferenziale si riferisce a persona o gruppo che in ogni azione o pensiero fa riferimento soltanto a sé stesso, alla propria vita o ai propri interessi: il mondo della politica è formato da una casta autoreferenziale, ...
SIGNIFICA , in poche parole, fare i propri interessi.
Il termine ricorre spesso nella stampa, negli gli organi mediatici, talkshow, socialnetwork ecc. e, di solito, se ne fa uso per aggiungere un termine che dice e non dice, e forse per denunciare (paradossalmente) ciò che in realtà lo stesso relatore è.
Sì perché i propri interessi si possono fare in vario modo e gli interessi possono essere i più svariati. Ad esempio, per un giovane che entra in banca o che intraprende un nuovo lavoro aziendale, il suo interesse ha una doppia valenza: migliorare se stesso con l’avanzamento in carriera è strettamente legato al miglioramento della sua azienda.
L’interesse dell’azienda, è a sua volta legato alle condizioni favorevoli del mercato che sono determinate dall’esistenza di altre aziende in buono stato di salute. In questo caso, l’interesse del singolo è strettamente collegato alle condizioni di salute di altri e il progredire dell’uno dovrebbe essere di stimolo e di avanzamento generale verso il progresso comune.  Quindi  autoreferenziale non sempre è da intendere  negativamente.

Ciò che invece diventa danno comune è proprio quando l’interesse del singolo è così estraneo al bene comune da diventare un danno in quanto inversamente proporzionale ad esso(bene comune).
Così è ad esempio la società a delinquere, la cosca mafiosa, la cupola massonica, là dove primo obiettivo è l’arricchimento fine a se stesso, ovvero, là dove l’interesse del singolo adepto sia in funzione dell’interesse circoscritto al clan, al gruppo, alla ditta, alla casta.
 
In quest’ analisi interessa prender in considerazione tutto ciò che l’autoreferenzialità esercita nel campo politico e come sia facile, passando dall’’idea iniziale pur nobile di fare del bene a se stessi in funzione del bene altrui,(ovvero per farlo agli altri più agevolmente) ottenere il risultato opposto: quello di raggiungere il proprio interesse ai danni altrui.
Il miglior esempio di autorefernzialità è dato dal berlusconismo.
Tutta la vicenda del berlusconismo nasce dall'idea che il bene della società sia legato strettamente all'interesse del leader. Ma ciò non si verifica solo col fenomeno Berlusconi.
Là dove il consenso è funzionale al bene carismatico del leader,  là è la base di ogni autoritarismo antidemocratico. Là è la premessa della realizzazione non del bene comune ma, del potere del capo, del clan, della casta.  Le decisioni ed il controllo di questo potere sono prese dal capo in barba ad
 ogni principio di democrazia interna.
Questo si verifica anche (di solito), nell'usare apparentemente la democrazia, (il partito, l'elezione), attraverso amicizie più o meno influenti tali da indurre a confluire voti su di sè non in ragione della riuscita comune ma della propria.
Si verifica, infine, quando si usa la conclamazione di Valori condivisi (l'esegesi di questi) su cui nessuno possa dissentire (ad es. i Valori Costituzionali) e riuscire, nel momento elettivo, ad ottenere sul consenso a questi valori, l'adesione ed il consenso per poi, in tempi successivi, disattenderli nel corso dell'esercizio del potere conferito. 
Questo esempio non riguarda quindi solo Berlusconi perché si verifica in ogni occasione là dove vi sia un target di potere da conquistare.
Questo è quanto avvenuto con tangentopoli e nelle note degenerazioni successive che hanno trasformato la democrazia elettiva in oligarchia castale corrotta.
Il target è,quindi, il posto non più come strumento di servizio nell'interesse comune  bensì il posto di rilievo (una nomina, un seggio, un incarico ecc.) come fine personale e funzionale a sè.
Il primo passo, di solito, e' riuscire a farsi eleggere in qualcosa da cui poi fare i passi successivi per aumentare in potere ed ottenere altri voti.
Questo consentira' poi di coprire posti di potere e di lavoro(?) molto ben remunerati che consentiranno, a loro volta, di proteggere e sistemare altre persone di proprio gradimento in altrettante posizioni funzionali al proprio interesse anche attraverso frode e corruzione.
Un esempio fresco ed esplicativo lo abbiamo nello scandalo tav della governatrice di Umbria Lorenzetti,


Di per sé, però, (come dicevo sopra)  l’autorefernzialità non  sarebbe un male quando orientata al raggiungimento di uno scopo di "reciproca" utilità sociale là dove il benefeciario non sia l'interessato ma una società produttiva legalmente costituita. (In questi esempi non rientra certo la mafia...).
Ad es. i migliori managers del mondo, non avrebbero raggiunto gli obiettivi di crescita e di espansione della propria azienda se non fossero stati animati da una grande autostima di sé e da grande ambizione. Altrettanto dicasi per i grandi inventori, ricercatori, scopritori (senza ambizione Colombo non avrebbe scoperto l'America...).
Anche se, in questi esempi, è più giusto parlare di ambizione, anche questa rientra nella parte positiva dell'autoreferenzialità, purché il risultato da essa dipendente sia obiettivamente positivo...In questi casi, l'autoreferenzialità è quasi una virtù quando e se raggiunge l'obiettivo del bene comune. (es. posti lavoro, indotto ecc.).

Il massimo esempio di autorefernzialita' è quello che abbiamo conosciuto, (dicevo), col berlusconismo laddove il partito non solo diventa un mezzo per distribuire posti di potere e favori ma diviene esso stesso potere in mano ad una sola persona che fa del partito sua immagine e somiglianza.
Laddove, coincidendo  il partito con la persona-leader, questo diviene strumento incontrastato della volontà del leader , in cui è infranto ogni principio di democrazia elettiva.
E il partito- persona (partiti – persona) sono stati frequenti nel corso della Storia!
Il partito nazionalfascista di Hitler, quello fascista di Mussolini, quello comunista di Stalin: i quali sono tutti fisiologicamente frutto di autoreferenzialità.
L’autoreferenzialità
moderna, ne è un pericoloso derivato e si realizza non solo in politica ma anche in tutti quei settori di potere-forti (banche, industria, media ecc.) dove le decisioni sono di un uomo solo al comando (Marchionne?) ovvero nella volontà espressa da una lobby  anche se demoraticamente espressa, ma anch’essa autoreferenziale.C'è quindi anche una autoreferianzilità di gruppo, di lobby.
Il partito-persona diventa ragione di vita e di morte per chi in quel partito crede e milita.
Cosi' avviene nel partito là dove conta un nome solo: (ad es…)Silvio Berlusconi, là dove, primo interesse non e' il bene del popolo. L'importante e' che stia bene il leader.


(heil Silvio...heil Hitler...) .
Nel film (ad es.) "Gli ultimi giorni di Hitler", ...mi ha colpito la tragica analogìa tra quel regime che è nato in fondo da un’ autoreferenzialità.
Di come finì quel regime e quella storia tutti dovrebbero esserne a conoscenza e trarne lezione.
Ma quel che conterebbe maggiormente è la lezione di come quella tragedia ebbe il suo inizio.
Di quanto sia ancora debole negli italiani la coscienza democratica espressa nello spirito della Costituzione  lo si può vedere nell’aver consentito l’avventura berlusconianana.
E pensare che proprio quella Carta  è nata dalle rovine di una dittatura che si era generata , come sempre avviene, dall’AUTOREFERENZIALITA' e dal conseguente  culto della personalità che da questa deriva.
Gli eventi politici di questi giorni, ne danno ampia conferma.