giovedì 28 novembre 2013

Solo il Cavaliere è ..."nero"?.


Ho sempre sostenuto che il berlusconismo non è causa ma effetto della volontà politico-culturale italiana.
[nn: che Berlusconi sia stato (e continui ad essere) un'anomalìa agli occhi del Mondo Civile intero, è cosa risaputa. L'evento di ieri (decadenza) pur segnandone, con l'estromissione dal Parlamento,  l' ineleggibilità e l'interdizione politica, non ne segna affatto la fine di leader politico né la fine del berlusconismo, che, comunque lo si interpreti, ha segnato il solco della storia e del costume italiani per oltre un ventennio e che, a quanto pare, sembra tuttora in grado di condizionarne il prossimo futuro.]    
La prova sta nel fatto che i sondaggi lo danno ancora sostenuto dal consenso di parte significativa degli italiani (e persino vincente in  ipotesi di Elezioni)  e non è da escludersi che la sua (a suo dire ingiusta) condanna in 3°grado e conseguente decadenza,  lo rendano ancora beneficiario in  popolarità ed in voti. Le ragioni sono 2.(v. s. ragione1 e 2) e prescindono entrambe dall'ipotesi della sua colpevolezza o non-colpevolezza .

[nn.: Stamane (trasmissione laCittà Radio3) è riportato l'esempio di quel governatore di uno stato USA condannato come spacciatore di droga e rivotato a gran consenso.
Esattamente come B il quale è e rimane nel consenso dei suoi aficionados, "a prescindere" dai suoi reati, ancorché sanzionati in giudicato.
Nel corso della Storia il comportamento morale dei maggiori super-leaders  non sono mai stati fattore di messa in mora: al contrario, semberebbero essere elementi quasi propedeutici al successo del leader, specie se carismatico.
Egli  comunque conserva nel tempo successo e consenso ancorché conquistato su valori estranei o persino contrari alla moralità  (Costituzione o nelle Leggi Universali), valori che, tuttalpiù, saranno agitati e strumentalizzati (da quel leader) secondo l'effetto mediatico-emotivo funzionale al consenso]
Ragione 1.  
E' quella dell'imprenditore che si è sempre riconosciuto intimamente nel leader-imprenditore- Berlusconi (e che, come lui, conosce cosa deve fare un Imprenditore per affermarsi in Italia.Vede, appunto, nell'abile Cavaliere, il modello, (l'esempio-'icona) probabilmente più abile di lui  che, per garantire se stesso e la salvaguardia della propria azienda, in Italia,  è spesso costretto ad inventarsene una più del diavolo nel ginepraio della burocrazia della corruzione imperante.
[nn:
Chi non sa, per es., che nel campo imprenditoriale o in qualsiasi altra iniziativa privata in Italia, chi ce la fa sono solo non solo i più abili ma anche i più astuti (non necessariamente in mala fede) che sanno (e spesso sono costretti a farlo) che bisogna "ungere" per l'ottenimento anche di un semplice permesso o documento?]
Chi non sa, per es., che persino un Sindaco è molte volte costretto a trovare escamotage per raggiungere determinati obiettivi ancorché in favore della sua cittadinanza, giocando spesso con risoluzioni non sempre "ortodosse"? (v. diversificazione dei capitoli di spesa o altre irregolarità in cui anche il più sprovveduto dei magistrati potrebbe ravvisarci vizio di reato).
 Chi non sa che, in Italia, per ottenere qualsiasi cosa, persino un semplice diritto, servono la mancia, la bustarella, il compromesso, la raccomandazione, l'"aderenza" o più semplicemente un diritto (anche come forza contrattuale) ad avere in cambio un favore?]
Ragione 2. 
Quella di chi sa benissimo che la Magistratura è super potentata, sovraordinata, insindacabile.
[nn.Basta vedere come reagisce chi è colpito da una sanzione ingiusta (Equitalia) la cui irrevocabilità  lo sottopone ad ogni sorta di calvario per poterne ottener ragione, ovvero, come quando persino un legittimo creditore vittima di truffa, spesso rinuncia a far causa per la cronica inefficienza della macchina della giustizia  dove, tra spese di avvocato ecc,(in questo ecc. vi sono sicuramente mance e bustarelle) gli viene a costare più la causa che il rimborso di quanto a dovuto.]
Che la Magistratura  sia un POTERE  autonomo, sovraordinato e insindacabile, è semplicemente vero! Anche se lo dice l'inaffidabile leader DECADUTO E CONDANNATO!
nn.Ed è semplicemente vero che molti sono i casi di errore giudiziario e di condanna d'innocente   e che,  ancorché previsto dal C.P., non risulta che alcun magistrato in Italia sia mai stato condannato per errore giudiziario o per condanna d'innocente!] .

                   ***

La condanna e la decadenza di B è sacrosanta, sia chiaro,  ma bisogna anche avere il coraggio di dire che SACROSANTA lo è PER L'OPINIONE PUBBLICA e per i danni PRODOTTI ALL'ITALIA DALLA SUA POLITICA corrotta e personalistica (oltre che per errori gravissimi in fatto di politica economica).
Bisogna avere il coraggio di chiedersi: "ma puo' essere vero che questo "tycoon" pur  prezzolando a peso d'oro fior di avvocati, non sia davvero vittima di un eccesso di attenzioni della Magistratura e, ingiustificate queste, è possibile che quel processo non sia giuridicamente perfetto dal punto di vista probatorio?
La Magistratura non è infallibile solo perché ha potere insindacabile.
Né sono sacrosante e giuste le Sentenze di condanna (o di assoluzione) solo per il fatto che il sentimento (o la volontà) popolare lo vuole!
Perciò, anche la condanna a B. , qualora se ne dimostrasse la mancanza di verità probatoria potrebbe essere impugnata e quel processo, (come infatti richiesto dall'"interessato"), posto in revisione.
La condanna in 3° grado di giudizio, dopo che nei due precedenti, le due sentenze lo davano non-colpevole, mette in serio dubbio la correttezza della procedura legale.
Non esistono prove talmente  schiaccianti (nemmeno nel  "Il Cavaliere nero" Biondani-Porcedda) atte a  confermarla, e nemmeno dopo 3 gradi di giudizio non sembra sia stata raggiunta la Prova-Regina-Oltre- Ogni-Ragionevole-Dubbio.
 [ nn.Si dirà che, poiché nessuno al mondo è infallibile, le stesse Istituzioni non lo sono né possono esserlo. Lo Stato accredita un' Istituzione come la Magistratura con  la regola dei tre gradi per ridurre al minimo ogni possibile ragionevole dubbio. E' proprio questo che non sembra stato raggiunto!. In più, il potere della Magistratura è insindacabile sì ma non è mai impossibile l'errore giudiziario ed in Italia questo non solo si verifica ma nessun magistrato mai ne risponde! E' solo per esclusione che si dà alla Magistratura l'ultima parola dopo tre gradi di giudizio, accreditando così un Ente assoluto ed insindacabile ma certamente non infallibile!]

Sembrerà una bestemmia (o io sembrerò un imbecille, se non volete "avvocato del diavolo"), eppure, pur essendo convinto (come tutti) della colpevolezza del Cav., non sembra che la sua condanna sia fondata in "pieno senso probatorio"..
Il che, (hai visto mai), se il Cav. riuscisse, con la REVISIONE DEL PROCESSO, a dimostrarlo,  RIBALTEREBBE IN SUO FAVORE  non solo la Sentenza, ma conseguirebbe un riscossa tale che metterebbe in discussione anche  (si badi bene, non il suo comportamento... "DISCUTIBILE") la capacità della Magistratura negli altri processi che ha in capo (Ruby, DeGregorio ecc.)
Se riuscisse a dimostrare che non esiste la Prova-Regina-Oltre- Ogni-Ragionevole-Dubbio, (e magari prosciolto) verrebbe devastata irreparabilmente l'immagine della MAGISTRATURA ITALIANA e così ancora una volta l'Italia agli occhi del Mondo!
TUTTA L'OPINIONE PUBBLICA vedrebbe irreparabilmente screditata quella CASTA DI PARASSITI iperstipendiati che non sanno fare il loro mestiere!Verrebbe gravemente dimostrata la PARZIALITA' di quei Giudici e la VOLONTA' di far fuori quell'IMPUTATO non sulla base della GIUSTIZIA ma sulla base dell'avversione POLITICA.
Il che farebbe saltare per aria tutto l'antiberlusconismo e sconvolgerebbe la POLITICA IN OGNI SENSO.  
E IL CAVALIERE (anche se nero) NE USCIREBBE VINCITORE!

martedì 19 novembre 2013

Un Civati al giorno



video


Anche se "non è detto" ("mai dire mai") che Civati non vinca,  e' tuttavia (secondo me) sicuro che se la  proposta politica contenuta nella sua Mozione, non troverà seguito nel Pd del dopo primarie, per il Pd suonerà ancora la campana  del conservatorismo e dell'immobilismo. 
Il altrre parole, della sconfitta permanente.

(n.b. questo "trovare seguito" vale anche se vincerà, come probabile, el rottamator, che, almeno a parole, promette cambiamento che tutti ci auguriamo e che tutti stiamo aspettando.
Per poter continuare la sua esistenza come comprimario co-protagonista di governo (larghe o strette siano le cosiddette "intese") questo PD dovrà voltare pagina, e ciò che gli può far voltar pagina, non saranno più  le parole e gli slogans della campagna elettorale ma sarà soltanto se inizierà un'azione, per così dire antropologica che riesca ad agire sul dna del suo corpo, (corpo di militanti, eletti, dirigenti, , lavoratori, donne e uomini, cittadini e famiglie ).
Ma questo passaggio non solo è difficile, è praticamente (eppure ci si deve sperare) impossibile.
Per rendersene conto, basta questa semplicissima domanda:
com'è possibile riaggiustare la voragine che ha ormai spezzato ogni rapporto di fiducia tra la società reale e la classe politica?
A me la cosa pare irrealizzabile, o meglio, può essere realizzabile solo se dovesse verificarsi un miracolo o giù di lì.
Sembrerà una sciocchezza dire così, ma ogni possibile ipotesi di svolta (di cambiamento, rinascita) non può che passare solo attraverso eventi,  che abbiano,  per così dire, del miracoloso o rivoluzionario (epocale?).
E' un pò come qualcosa simile alla differenza che passa tra il giorno e la notte, tra il concetto del vivere o del morire.
(nn: se per vivere mi serve un farmaco super, un antivirus che debelli il virus, è chiaro che di quello ho bisogno per vivere. Sempre che per me vivere sia più importante che morire!!!

Le cose cambiano se cambieranno le cose nel PD a partire dai rapporti e dalle relazioni nei Circoli . Serve se si decide, insieme, se si è coinvolti non solo nella scelta delle persone, una volta all’anno, ma se si discute e si valuta la linea politica sulle questioni fondamentali. Questo è ciò che il PD, a livello locale, è stato per me e per molti negli ultimi anni...(questo si scrive il programma del neosegretario del Circolo di San Donà di Piave, come in tutti i programmi che proclamano i vari eletti o eligiendi (v. Stradiotto "Le mie 15 parole")
Ma com'è pensabile realizzare anche un frammento di quei programmi, se chi li dice e scrive, sa già prima di scriverli, che non saranno ralizzati?
Se nessuno nel Pd cercherà veramente di favorire lo spazio per esprimersi, per guardarsi in faccia senza sospetto, per salutarsi (sì perché non lo si  fa nemmeno quello!) o per definire azioni comuni perilfuturodi questa società, a che e a chi servono?
Chi vorrebbe farlo non vi riuscirà mai, e non dico per colpa sua o del Pd, ma è perché, la stessa distanza che c'è tra la Cittadinanza e Politica, è la stessa (se non maggiore) che c'è tra individuo ed individuo.

Non è semplice aspettarci risposte da questa Società, da quest'Italia, da questo Governo, da questo Partito Democratico, dal Kai-manesimo che non finisce mai.
Nota: Il Kai-manesimo finirebbe solo il giorno in cui vincesse la sinistra rivoluzionaria. 
Sembra assurdo dirlo, ma è così. Il Kai-man non è stato per l'Italia solo un fuorilegge-fascista. 
E' stato ed è tuttora un pregiudicato-rivoluzionario! La sua opera eversiva continua, anche se sembra al tramonto. Ma non sarà affatto un tramonto il suo! E non sarà la decadenza a farlo scomparire ma , al contrario, lo farà rinvigorire nella sua voglia di protagonismo.
Il suo è vero genio. Anche la scissione Fi-Ncd è una sua manovra strategica che dimostra quanto sia gravemente grande l'incapacità del Pd e delle sinistre di oggi a coalizzare e coauglare quelle forze, pur diverse, ma mai interessate ad una coesione vera per interessi comuni. La forza invece che attrae di più e a dispetto di tutte le enunciazioni che parlano di missione e di servizio alla collettività, è quella della propria ambizione ben sapendo che una volta raggiunto un posto di potere, nessuno più te lo porterà via (v. post autoreferenzialità) e sarà la cuccagna. Paradossalmente, le vergogne degli scandali, delle appropriazioni indebite, delle ruberie, delle tangenti, il mondo della casta , colpisce ed indigna sì l'opinione pubblica ed offende la pubblica decenza, ma non è così indecente da non attrarre la voglia di parteciparvi, da non dissuadere al far parte dell'orgia di potere. 
A Berlusconi, per aver fatto quel che ha fatto in vent'anni di potere, gli è stato possibile dalla presenza di una vastissima base consensuale e deferente. E di una corte di indefessa fedeltà di lacché che vedevano in lui l'immagine e il modello che avrebbero voluto di se stessi. Questo è il paradigma di tutte le peggiori oligarchie e dei fascismi che riconducono all'essere supremo il destino del popolo. Il credo  incondizionato in quell'essere supremo fa esattamente la differenza tra la fiducia e la deriva, tra la gratificazione e la disperazione di un popolo.
Rifiutarsi di credere che Berlusconi non è affatto vinto né è al tramonto sta già danneggiando la sinistra.
Lo dicono già i sondaggi. La coalizione Fi-Ncd è già in vantaggio su quella del Centrosinistra (vedi sondaggio Ballarò ieri). Ma quest' incapacità della sinistra di spuntarla su Berlusconi, si spiega con un unica parola: invidia di potere. Vedere che il Caimano morde ancora e che ogni suo morso,  ogni suo colpo di coda, sono voti per lui, è il risultato di quest'incapacità della sinistra che non sapendo né avendo in sé il genio del nemico che vorrebbe vincere, che fa? Cerca di vincerlo con mezzi da incapace (per esempio scatenandogli addosso la magistratura e/o la stampa) ottenendo così il risultato che solo l'incapace ottiene: la sconfitta.
Insomma un eversore democratizzato dal consenso, non si vincerà mai se non si forma un contro-eversore, un  contro-rivoluzionaro! Che poi è proprio di questa specie di rivoluzione-riformista (sempre sbandierata ma mai realizzata dal Pd) che il Paese avrebbe bisogno!
Lo spiega anche il fatto che Berlusconi teme molto di più Grillo (che paradossalmente, con i suoi numeri, dovrebbe essergli il meno pericoloso) e non teme (né ha mai temuto) il Pd, questo Pd, che con Bersani voleva smacchiarlo risultandone poi smacchiato!  
Sì, perché anche a Kai-man scomparso dalla scena politicia, non è che la Partitocrazia cambierà per diventare sana Democrazia. No. Non avverrà e se averrà sarà solo se ...avverrà! Così come le cose cambieranno solo se qualcuno le cambierà. Ma non sarà né domani né mai perché ciò può avvenire solo con una rivoluzione!
Chi, infatti, potrebbe far cambiare le cose se è proprio quello che sta comodamente seduto su quelle cose (poltrone) che dovrebbero essere cambiate,  e se chi lo ha eletto non aspetta altro che metterci il suo culo sopra a sua volta?  

Alfano , sembra aver avuto coraggio nel liberare se stesso dai dictat del Kai-man, ieri suo padrone, oggi sempre suo Padre spirituale.
Un nuovo corso potrebbe aprirsi per l'Italia se ora i rapporti con l'Eurozona fossero davvero migliorati, almeno fin ché il Kai-man non andrà più in giro a  svergognarci e a farci deridere come sino a ieri.
Almeno oggi il credito e il rispetto è tornato. Ma basterà questo?
Assolutamente no.
Saccomanni non fa che incoraggiare all'ottimismo, la crescita ci sarà, forse non sarà oggi non sarà nel 2014 ma senz'altro nel 2015, "vedrete vedrete vedrete...".
Vedremo cosa, caro spacioso Saccomanni?
Vedremo ancora la corsa al potere dei falliti e degli incapaci nominati dai "capibastone" del Pd o dagli amici di Verdini dell'ex Kaiman-Pdl?
Vedremo la solita scandalosa differenza tra chi, inetto e corrotto, guadagna 10 100 1000 volte ciò che guadagna un operaio, o un giovane al primo impiego?
Vedremo l'espandersi del degrado e della devastazione del territorio preda dei sottogovernanti e dei vari Ligresti che circolano impuniti in tutte le stanze dei bottoni?
Vedremo morire di peste la gente della terra dei fuochi e della Puglia devastata dai ladroni dell'Ilva? 
Vedremo il degrado socio-culturale in un Paese che non sa nemmeno insegnare nelle scuole la Storia dell'antifascismo e la Costituzione,  ovvero, la Scienza, la Ricerca per l'innovazione, per la qualità della vita, a chi , dopo la laurea, non sa nemmeno cos'è l'atomo e che i neutrini non si rincorrono sotto un tunnel?
Questo purtroppo vedremo, caro ministro che nessuno ti ha eletto...

Ma vedremo anche te, caro Matteo, se davvero sarai un capace e come tale sarai in grado di cambiare davvero l'Italia come (giustamente?) vai dicendo col mitragliatore delle tue parole!
Ma l'Italia non cambierà mai sulle parole! Cambierà solo se cambieranno i fatti e se davvero riuscirai a rimuovere (sì, a rottamare) gli idioti incapaci parassiti che ci succhiano il sangue e se farai capire agli idioti incapaci che non vinceranno mai contro un "criminale" capace!.
 
E se non farai cambiare davvero il Partito da centro di lancio per gli degli inetti - arrivisti, in centro di azione di persone meritevoli  che mettano davvero il Bene Comune dell'Italia e del Territorio  prima di se stessi, ...l'Italia non si salverà.


Ma gli auguri che in qualcosa tu riesca, bisogna comunque farteli.
...ché in fatto di coraggio sembri abbastanza ben messo.
   



sabato 16 novembre 2013

Mio intervento "per Civati" all'...

     ...Assemblea di Convenzione per la candidatura del Segretario Nazionale del PD
                          Circolo San Donà di Piave, 15 novembre 2013.



"Avevo preparato il mio intervento sulla base di uno di quei bei questionari lanciati on-line da Pippo. (questo mezzo dovrebbe essere utilizzato più spesso per un continuo e valido confronto delle idee).
Ma il tempo mi è tiranno e non potevo certo fare qui una mozione sulla Mozione…(lo sviluppo di quel questionario è visibile qui e potrebbe essere un modo scambiare molti pareri ed idee)

 
L’intervento di A.C. mi ha convinto ancor di più a votare per Civati!
Anche se non gliene fregherà nulla a nessuno, io credo che l’evento che mi ha convinto a cambiare idea, (quando avevo deciso di andarmene definitivamente da questo Pd), è stato il mio incontro on-line con Pippo Civati.
Se  non fosse stato così, ora sarei in quei milioni che hanno abbandonato questo partito in tessere e voti.
Ricordo che chi abbandona il partito, lo fa perché (credo che questa considerazione sia condivisa anche da altri qui presenti) non vi si sente utile e non vi trova, evidentemente, risposta alla sua militanza.
Credo anche che se il partito non inizierà a cambiare dal di dentro, il rischio di altre perdite in voti ed in iscritti sarà molto probabile.
Si possono fare tutti i più bei discorsi e scrivere tutti i piu bei programmi che vogliamo, (quante volte ne avrete sentito parlare ad es: “gli iscritti, la base, la partecipazione prima di tutto!...” ) ma se queste parole non si tradurranno mai in realtà, non andremo da nessuna parte e continueremo a perdere.
Io voto Civati soprattutto perché non credo (né mai
ho creduto) nell’Uomo della provvidenza, né nell’uomo-guida-solo-al-comando). Quest’uomo l’abbiamo già visto e proprio per questo mi auguro che se, come ha detto A.,(: "Renzi ha qualche difetto perchè ricorda un po’ Berlusconi") ebbene, mi auguro quell'uomo non ritorni (hai visto mai?) proprio impersonato da Renzi.
 
In questo Circolo, l'avrete notato, da tempo non si parla più di politica e, nemmeno più di Silvio Berlusconi.
Eppure tutti sanno che questo cavaliere  è ancora lì che condiziona fortemente il governo Letta ed è ancora in potere di ricattarlo e di farlo cadere!
Io non desidero delegare nessun uomo-solo-al-comando che mi risolva i problemi.
Io credo che i miei problemi come quelli che stanno affliggendo quest’Italia (che è a ramengo) si possano affrontare solo se c’è una base attiva di iscritti e di cittadini che lavorino per questo.
Spero che, (anche se non vincerà le primarie ma, mai dire mai…),
Civati continui a lavorare secondo le idee e le linee della sua mozione. E in questo lavoro, assieme, (spero), ai tanti che come me voteranno Civati solo perché gli credono, si possa contribuire e lavorare per il bene del partito e del Paese.(e non per se stessi!)

LA MIA SCELTA VERSO CIVATI E’ SOPRATTUTTO MOTIVATA DALLA NOVITA’ E DALL'ORIGINALITA' E DALLA SEMPLICITA' DELLE SUE IDEE E PROPOSTE.
POSSIAMO DIRE E SCRIVERE QUELLO CHE VOGLIAMO, FARE TUTTI I BEI PROPOSITI E DISCORSI CHE VOGLIAMO, MA STAVOLTA, O IL PARTITO SI RINNOVA DAVVERO DAL DI DENTRO, DIMOSTRANDO DI FARE E DI REALIZZARE CIO’ CHE DICE NEI PROGRAMMI, OPPURE NON ANDREMO MAI DA NESSUNA PARTE E NON USCIREMO MAI VINCENTI!


SERVE CAMBIARE PER FARE POLITICA, NON PER L'INTERESSE DI QUALCHE ARRIVISTA MA DI CHI FA L'INTERESSE DEL PARTITO ONESTAMENTE E CON COMPETENZA (NON SOLO PER FEDELTA'!), NELL’INTERESSE DEL TERRITORIO E DELL'ITALIA. 


Bisogna anche essere davvero diversi e capirci bene su cosa fare per arginare la corruzione e le ruberie.
Se se gli altri partiti rubano, ruba anche il nostro! (VEDI)

Non è vero che rubando meno degli altri il Pd è meno colpevole.
La "rivoluzione" bisogna farla a partire dal nostro partito ROTTAMANDO i ladri, gli incapaci, i profitattori, non gli onesti e i capaci,... ancorché "diversamente giovani"!!


 CONCLUDENDO:
FINITA QUESTA STAGIONE DI CONGRESSI, FINITA QUESTA CONVENZIONE, FINITE LE PRIMARIE CON L’ELEZIONE DEL VINCITORE, NON SARA’ SOLO IL SEGRETARIO VINCITORE CHE AVRA’ IL COMPITO DI CAMBIARE IL PARTITO!

CAMBIARE IL PARTITO PER CAMBIARE L’ITALIA E FARLA SPERARE NEL FUTURO E’ IL COMPITO CHE SPETTA A NOI ISCRITTI PRIMA ANCORA CHE AL NEO-SEGRETARIO, E TUTTO DIPENDERA’ DA QUANTO RIUSCIREMO A FARE INSIEME PER CAMBIARE L’UOMO, IN CITTADINO CONSAPEVOLE ED ATTIVO.
Perché?
PERCHE'…le cose si cambiano…cambiandole!"

La relazione completa (che avrei voluto esporre all'ASSEMBLEA DI CONVENZIONE DI IERI 15/11/2013....

  ...E CHE OVVIAMENTE PER RISPETTARE IL TEMPO NON HO ESPOSTO SE NON IN ALCUNI PUNTI CONTRASSEGNATI IN ROSSO


considerazioni dell''ultimo momento prima d'intervenire:
le cose cambiano cambiandoleciò significa che non basta affatto dirle negli interventi o scriverle nei programmi. Bisogna dirle se si sentono davvero e scriverle se ci si crede davvero.  Da troppo tempo in questo circolo non si parla più di nulla sapete perché? Perché il compagno non è più altro che un potenziale rivale. Non ci si saluta nemmeno quando ci si incrocia. Ognuno pensa a se e alla propria collocazione come per esempio in questa riunione dove tutto sperano di essere eletti delegati, anzi molti lo sanno già perché le liste sono state ordinate dal segretario e dagli amici del segretario in base alla simpatia e al rapporto di parentela (ad esempio i due capolista sono un personaggio noto solo per il suo arrivismo e la seconda è la stessa compagna del segretario.Una cosa da cambiare quindi dovrebbe essere già questa: perché mai dev'essere il segretario a ordinare i nomi della lista e non piuttosto l'elezione diretta del nominativo? 

Io non ho scelto il "probabile vincitore" per montare sul suo carro come fate voi! Ho scelto liberamente la persona che mi rappresdenta ma che non è né l'uomo della provvidenza né sarà mai il mio comandante. L'ho scelto perché soppero nel cambiamento del PD nel senso che vorrei io e che mi sembra coincidente con quello di Civati.
Spero che Civati continui a lavorare anche dopo le primarie e solo se continueremo a lavorare con lui forse potremo trasformare il partito. Ma qualcosa mi dice che sarà molto difficile. Vi sono troppi capibastone che sono lì per proteggere e vi sono troppi lacché che sono lì per farsi proteggere. La corsa non è quella di unire le forze di ciascuno per operare insieme: al contrario è la voglia di far fuori qualcuno, anzi tutti, per far largo a se stessi. Questa gente dovrebbe star fuori dal partito!
Saranno i parassiti di domani, i lacché, gli arraffatori di cariche e di potere. Questi non sono risorse ma un danno per il partito e per l'Italia!

 Nota:
Il mio intervento qui leggibile è tratto dal recente questionario e ho pensato di motivare le mie risposte sviluppandole e legandole alla realtà politica in cui si trova l'Italia. Purtroppo non c'era il tempo per leggereciascuna delle risposte (contrassegnate in giallo) e dopo una breve introduzione (di cui a:considerazioni dell''ultimo momento prima d'intervenire) sono passato alle considerazioni finali (quelle in maiuscolo grassetto alla fine della pagina di questo post)
A tuo avviso, il Partito Democratico...
Ha fatto bene a sostenere il governo Letta, per porsi come promotore del cambiamento
Ha fatto quello che doveva, non c'erano alternative a questo governo
Ha sbagliato, prima di prendere una decisione così importante avrebbe dovuto consultare gli iscritti
Ha sbagliato, non si governa con la destra No, non si governa con la destra: i fatti lo dimostrano:
Il governo Letta può realizzare ben poco governando con una destra vincolata al Caimano e la sua stessa esistenza sta ancora girando attorno agli interessi personali del Caimano e dei suoi guai giudiziari. Lo vediamo il decorso ricattatorio che impone la dilazione del suo decadimento edopo la condanna definitiva per frode fiscale.
Si è visto col decorso ricattario e ancora in atto sull’IMU e su come la destra caimana continui nella difesa dei ricchi a danno dei poveri. Degli evasori visti sempre come vittime e non ladri di tasse.
Non si è realizzato, da parte di questo governo a contrapposte intese che BEN POCO di ciò che il premier doveva fare subito e lo aveva promesso (conflitto interessi, riforme, legge elettorale), salvo alcuni provvedimenti tampone (cig e qualcos’altro come la restituzione parziale crediti pa).
Lo si vede con la stessa MANOVRA (legge stabilità) che sembra impostata, a causa delle demagogie della destra e soprattutto dei vincoli di bilancio e del fiscal compact impostoci da Bruxelles (di cui la stessa destra è stata responsabile, vedi pareggio bilancio costituzionale e “agenda Monti”) sulla ricerca spasmodica su come rastrellare tasse su tasse o vendendo persino le spiagge!Si continua a parlare di crescita senza nemmeno accorgersi che sta avvenendo l’esatto contrario (fallimenti a iosa, aumento povertà, disoccupazione e disagio sociale). Che il paese è allo stremo!
Il governo delle larghe intese non sarebbe questo inciucio inevitabile con una destra non di proprietà di un uomo solo al comando, del Caimano, che sta ormai autodistruggendosi.
Il fatto è che con lui rischia di decadere l’Italia, come nelle migliori dittature.
Si rischia così la distruzione della governabilità italiana con tutte le conseguenze nefaste che questo comporta (spread, ecc).
Tutto ciò che si dice in proposito della vicenda dei 101, del mancato governo del cambiamento e della rivoluzione (pacifica) che tutti auspicavamo, ora serve solo per capire cosa serve FARE ora non a cosa serviva allora.
Chiediamoci: cosa sarebbe successo se i 101 avessero votato Prodi, oppure poi Rodotà?
Sarebbe stato in piedi un governo fatto un governo della sola sinistra con Vendola?
La risposta secondo me è
no. L'unico governo che poteva stare in piedi sarebbe stato solo con Grillo.
Ma come si poteva pensare una cosa simile?
Grillo era ed è tuttora contro tutti i partiti e le sue mire
sono quelle di andare al potere col porcellum sfruttando la rovina dell'Italia e vincere con la maggioranza assoluta che gli garantisce il premio di maggioranza del porcellum.
Il suo è' un gioco al massacro uguale a quello che farebbe anche il Caimano se potesse e non è detto che non lo faccia.
Noi Pd, non possiamo cedere a questo massacro. Sarebbe la fine di tutto, si salverebbero solo i ricchi e i potenti e si aprirebbero chissà quali incognite in cui non potrebbe essere escluso nemmeno un
golpe fascista.
La supplica a Napolitano di restare è stata la dimostrazione del tracollo del partito e della società italiana. L’effetto è stato l’inciucio ma in una società già inciuciata di per se stessa, povera e depauperata di economia e di cultura, devastata da corruzione e, illegalità e delinquenza, altro non poteva capitare di meglio e ciò non deve stupire più di tanto.Ora serve urgentemente capire cosa dev’essere (dovrà essere) un governo fuori della demagogia e del populismo del berlusconismo e del grillismo!
Quale debba essere un
Pd nuovo e un segretario nuovo! Chiunque esso venga eletto!
Quale politica ci dev’essere per un paese allo sbando che soffre e che boccheggia!
(Per quanto mi riguarda, “Civati segretario” )
Quanto dovrebbe durare questo governo?
Pochi mesi, il tempo di fare una nuova legge elettorale e la legge di stabilità
Fino alla fine del semestre europeo, poco più di un anno esattamente come si era impegnato Letta: 18 mesi in cui fare le riforme essenziali e urgenti per il paese e poi tornare a votare.
Ma queste riforme non vengono mai avanti eancora non si vedono neanche col binocolo all’orrizzonte. L’attenzione è ancora una volta concentrata sulle
bizze del condannato, del casino del suo partito proprietà privata, dei suoi guai con la magistratura ma anche dei guai che riguardano la signora Cancellieri che secondo me avrebbe dovuto dimettersi subito.
Se si continua in questo immobilismo, meglio andare a votare.
Dovrebbe durare fino al termine della legislatura
Qual è il tema più urgente che questo governo dovrebbe affrontare?
Il risanamento del bilancio e dei conti pubblici
L'occupazione
I diritti civili
La tutela ambientale
La riforma elettorale
La riforma della giustizia
La precarietà
Altro
L'occupazione
L’occupazione dipende dalla capacità competitiva della produzione e dell’investimento. L’intervento sul cuneo fiscale non può produrre nulla se si riduce al risultato che abbiamo visto e se si continua a rastrellare risorse con le tasse e con la svendita persino delle spiagge, senza mai guardare agli sprechi, ai superpensoni e stipendi, agli f35, alla sopressione degli enti e provincie inutili,!
Ma l’occupazione dipende oltremodo anche da tutto l’insieme di fattori che la possano favorire: ad essa è strettamente legata la
riforma della giustizia,la tutela dell’ambiente, la lotta all’evasione e alla burocrazia e tutte le opere strutturali che favoriscano ed attraggano investimento tra cui la banda larga . Ma una società non si svilupperà mai senza attenzione all’ambiente, all’agricoltura e ai diritti civili!


Come giudichi l'eliminazione dell'IMU?
Sono favorevole all'eliminazione per tutte le prime case.
Sono contrario, chi può permettersi di pagare l'IMU è giusto che la paghi.
Utilizziamo quei soldi per abbassare l'Irpef.
Conclusione
LA MIA SCELTA VERSO CIVATI E’ SOPRATTUTTO MOTIVATA DA UNA SOLA NOVITA’:
POSSIAMO DIRE E SCRIVERE QUELLO CHE VOGLIAMO FARE TUTTI I BEI PROPOSITI E DISCORSI CHE VOGLIAMO. MA STAVOLTA O IL PARTITO SI RINNOVA DAVVERO DAL DI DENTRO, DIMOSTRANDO DI FARE E DI REALIZZARE CIO’ CHE DICE NEI PROGRAMMI, OPPURE NON NE USCIREMO.
3.FARE POLITICA NON PER L'INTERESSE DEL PARTITO O DI QUALCHE ARRIVISTA MA DI CHI FA L'INTERESSE DEL PARTITO ONESTAMENTE E CON COMPETENZA (NON PER FEDELTA'), DEL TERRITORIO E DELL'ITALIA. Dobbiamo metterci in testa che se gli altri partiti rubano, ruba anche il nostro! Non è vero che rubando meno degli altri il Pd è meno colpevole. La "rivoluzione" bisogna farla a partire dal nostro partito ROTTAMANDO i ladri, gli incapaci, i profitattori, non gli onesti e i capaci,... ancorché "diversamente giovani"!!IN ALTRE PAROLE, FINITO IL CONGRESSO, FINITI QUESTA CONVENZIONE, FINITO LE PRIMARIE CON L’ELEZIONE DEL VINCITORE, NON SARA’ IL VINCITORE CHE AVRA’ IL COMPITO DI CAMBIARE IL PARTITO PER CAMBIARE L’ITALIA E FARLA SPERARE NEL FUTURO. QUESTO DOVREMO FARLO NOI E SARA’ NON IL COMPITO DEL SEGRETARIO MA DEGLI ISCRITTI E DA QUANTO RIUSCIREMO A FARE PER CAMBIARE L’UOMO IN CITTADINO.





martedì 12 novembre 2013

La mia "ultimata" relazione vera al Congresso (che sembra quasi un Manifesto...)






Relazione
1.Nel corso di quest'ultimo periodo di mia militanza che si può calendarizzare dal 1/ di questo mese, come già esternato in una recente assemblea  ed in altre successive occasioni, ho vissuto un periodo di dubbio, incertezza e travaglio che mi ha indotto a mettere in discussione il rinnovo dell'adesione a questo partito, la cui decisione doveva essere subordinata al chiarimento (con me stesso) e all’analisi delle cause che mi avevano portato a questa condizione d’incertezza e disorientamento.
Riflettendovi e dopo aver individuato alcune causeho optato per il rinnovo.
Credo che tali cause siano riconducibili sostanzialmente a due ordini di motivazioni (che probabilmente potrebbero essere comuni a molte altre persone iscritte e non): a-in parte alla comune sfiducia generale verso la politica e dalla conseguente tentazione di respingerla definitivamente dalla mia vita privata prendendo in seria considerazione l'ipotesi avventurista del 5S o di altre drastiche soluzioni radicali verso altri partiti in cui riconoscermi ovvero all'astensione assoluta
b- in parte al progressivo deterioramento dei rapporti interpersonali e di comunicazione interrelazionale tra me e la comunità politica rappresentata da questo circolo e dai suoi dirigenti responsabili. Tale situazione ha determinato in me senso di
2.Se sono di nuovo qui è perché credo in questo partito e ho già espressa  la mia piena disponibilità ed impegno a riprenderne la militanza possibilmente nel modo migliore e migliore di quanto era prima, dove forse non ho fatto tutto quanto dovevo per essere capito, per capire o per partecipare con maggior  slancio e frequenza alla vita di circolo date le inevitabili difficoltà dovute anche a vari impegni familiari.
3.Credo tuttavia di aver contribuito attivamente a questo Pertito-Circolo prestando ampia disponibilità nell'ambito delle varie iniziative di campagna elettorale del maggio scorso adoperandomi al meglio nel coinvolgimento dei cittadini del quartiere sia attraverso contatti di conversazione interpersonale, sia mettendo a disposizione  anche  al mio domicilio  (filò) e impegnando anche la famiglia per questo, nell'interesse del la  vittoria elettorale conquistata.
4.Ho sempre cercato di manifestare a viso aperto e lealmente le mie idee e le mie ragioni nelle più svariate occasioni di incontro e discussione ravvisando una sintesi delle mie proposte nelle tematiche suggerite nella recente mia mail di presentazione alla mia proposta di candidatura quale membro del  direttivo.  5.La peculiarità di questo Circolo, esistente sin dal mio primo ingresso, è la scomposizione tra la "cosiddetta maggioranza" e cosiddetta " minoranza".
Tale partizione è configurata da iscritti provenienti dall'ex DS (minoranza) e iscritti di provenienza varia con prevalenza dall'ex-Margherita.
La mia posizione, pur esplicitamente proveniente dall'esperienza e dalla sensibilità della sinistra Ds, ha raccolto ed auspica tuttora l'opzione unitaria, pur nella diversificazione, delle due (o più) sensibilità esistenti nel Circolo. (art.6 dello Statuto).
5.Pur prendendo atto soltanto via via nel decorso della mia militanza e alla luce di quanto venivo a conoscenza partecipando come invitato non votante alle riunioni di direttivo, mi rendevo  conto che tale differenziazione poteva essere, anche sul piano ideologico e dell'interrelazione personale, divisiva, allontanante e tuttaffatto favorevole al dialogo e alla comprensione reciproca indispensabili per la collaborazione comune e per la vita di questo Circolo-Partito.
6.Ho sempre riconosciuto in pieno rispetto, sin dallo scorso Congresso, l'insediamento e l’autorità del Segretario eletto a maggioranza pur partecipando a conversazioni  e contatti d'amicizia con alcuni dei militanti della minoranza intrattenendoci in svariate  valutazioni politiche, non sempre da me condivise, in vari argomenti e discussioni.
 Via via mi resi conto della divisione, spesso abbastanza radicale,  e del clima “non particolarmente buono”
tra le due correnti.
Ma ciò che andava sempre più deteriorandosi, erano i rapporti, le relazioni. Per colpa mia, ma più probabilmente per colpa dell'autoreferenzialità esclusiva di "qualcuno") andava deteriorandosi il mio rapporto di militanza che non corrispondeva più alle mie aspettative, né trovava più sintonìa leale con alcune persone. Ho sempre evitato di accentuare o drammatizzare il mio dissenso in nome della comune appartenenza sino a quando,  ho  optato, trovandovi accoglienza, per il gruppo "minoranza" sostenendone la candidatura, poi fallita, nella persona del dr. Z. 
7.Tengo a precisare che la mia aggregazione  a sostegno della candidatura alternativa del dott. Z.
( poi fallito per suo diversa decisione), non esplicita affatto una scelta di campo ma una scelta di candidatura alternativa e concorrente a Vian. Il mio campo resta e rimane uno solo: il Partito Democratico Italiano.
Per altro, preciso ancora, che, pur essendo in relazione, in occasioni casuali, con militanti di quella parte, in maggior frequenza che non con l’altra, nulla mai mi impedirà di liberamente condividere o respingere ciò che è riservato alla mia piena libertà di valutazione.


Ritengo e denuncio  la segreteria uscente  quale responsabile dell’errore di metodo  in ordine alla convocazione univoca dell'assemblea di presentazione della candidatura V.ian che doveva, non solo essere convocata plenariamente, ma, data l'importanza  doveva essere preparata per tempo rispettando ed accogliendo le valutazioni e le proposte anche della minoranza.
Segnalo anche l’ inaspettata e ingiustificabile reazione di protesta espressa, durante quella riunione,nei miei confronti  a seguito della mia osservazione in proposito, che conferma come la gravità antidemocratica di tale comportamento.
8.Nella situazione attuale determinatasi dopo la variazione di avviso del dott. Z, è stato inevitabile il sospetto di un'azione sabotatoria contro una convergenza unitaria e contro la minoranza che ha peraltro presentato una legittima candidature nella persona del sig. R.R. rivendicando così il suo pieno diritto di rappresentanza.
Tutto ciò ha accentuato la difficoltà per convergenze unitarie  in relazione all’amministrazione futura del Circolo.
Pur chiaramente evidente la mia legittima opposizione alla candidatura Vian, nel caso di sua proclamazione d’ insediamento,  sarà comunque da me riconosciuta e rispettata la sua carica soprattutto nei i punti salienti del suo programma della cui realizzazione Vian ne risponderà responsabilmente verso tutto il Circolo
9.Soprattutto in ordine all'attività della comunicazione e della interrerelazione tra iscritti, e tra iscritti e cittadinanza, auspico che in questo caso entrambe le parti portino avanti la volontà unitaria non per ragioni di parte ma per contribuire con buona volontà costruttiva alla collaborazione con la Segreteria e gli Organi Direttivi entranti.  
Da parte mia  sarà invariato il mio impegno di collaborazione e darò comunque la mia piena disponibilità anche come semplice militante per fare tutto quanto potrò per continuare e promuovere lo sforzo di avvicinamento, dialogo e confronto dialettico  tra l'ex maggioranza e l'ex minoranza non in nome e nell'interesse dell'una o dell'altra ma nell'interesse alto del partito.

Grazie