sabato 31 maggio 2014

FU VERA GLORIA? Diario e riflessioni



https://www.facebook.com/fralemi2


Passare questa giornata in Seggio come "rappresentante di lista" è un po'.."monotono.".
Malgrado tutto, qualcosa mi dice che, con questo "Simbolo", potrei rappresentare qualcosa d' importante. E di cui andare orgoglioso,
... malgrado tutto....
"QUANDO CREDI CHE TUTTO SIA FINITO, QUELLO E' IL MOMENTO IN CUI CREDI IN QUALCOSA"
(non ricordo da chi sia stato scritto...ma di sicuro da qualche parte devo averlo letto...)
foto di Franco Levi Minzi.
 
 
 
 
 
 
 
 
DOPO DI CHE:
 
 26 maggio
Affinché questa vittoria non diventi quella di un "uomo solo al comando" ma quella dell'uscita dell'Italia dalla "palude", serve l'impegno di tutto il partito a partire dall'ultimo dei responsabili di circolo in su. Se costoro continueranno... a infischiarsi di tutto ciò che nei loro programmi hanno giurato per essere eletti, devono andarsene e lasciare il campo ad altri più capaci. Devono soprattutto tener viva la circolazione delle idee a partire dai problemi della città, del comune e della realtà quotidiana. E' uno sforzo culturale che richiede di mettere da parte ambizioni, rivalità e personalismi per capire davvero cosa serve all'Italia e all'Europa per uscire dalla crisi che non è solo materiale ma soprattutto culturale. Si tenga presente che, anche se in Italia no, in Europa si sono affermati i partiti totalitari e fascisti che traggono linfa dall'odio e da spinte razziste. Se su questi temi continuerà l'indifferenza dei responsabili di circolo e se continuerà a mancare l'interscambio di idee e di stima tra gli iscritti, questa vittoria non durerà e finirà presto in un ulteriore fallimento proprio in favore del fascismo e del "grillismo" reazionario. Si ricordi che se su questi temi Renzi (che è anche il Segretario del partito) non sarà seguito dalla partecipazione attiva e culturale della "base" la vittoria si trasformerà nel fallimento uguale a quello del sedicente "padre della patria" ora decaduto e condannato. Sta a tutto il Pd (a partire dall'ultimo dei responsabili dirigenti in su) dimostrare che non sarà così e che non si ripeta lo stesso "film".
(https://www.facebook.com/lacitta.radiotre?hc_location=timeline
 
 
 Io non so se questa è da considerarsi una vera vittoria del Pd.
E di quale Pd?
Quello dell'apparato che per sostenere la sua "nomenclatura"non sapeva far altro che demonizzare allo spasimo Berlusconi senza risolvere nulla in politica?
Quello che predica bene e che non combina un tubo (v.d'Alema ecc.)?
Quello che "smacchiamo il giaguaro" e non smacchia la m...da che finge di non vedere (tipo MPS)
Quello che, come in questa città vince le amministrative dimostrandosi poi "doppiozero" in capacità dopo aver abbindolato i voti dei cittadini col fumo delle promesse, così "se sono eletto vuol dire che sono più importante"?
Quello che affronta la disoccupazione con jobs act che se l'avesse fatto Berlusconi gli sparavano alle gambe?
Quello che ha messo sulle poltrone le miss stupidette che "con 80 mi faccio 15gg di spessa al s.market" ?
Quello che ...Renzi va a Bruxelles nessuno capisce cosa ci vada a fare dopo che l'Italia si è impiccata con una cambiale 50miliardi per 20 anni ... che "quella cambiale si pagherà da sola con la crescita"?
Quello che... Renzi da gli 80€ a chi uno stipendio almeno uno già ce l'ha e li nega a chi ce l'ha indecente o non ce l'ha affatto sostenendo che è "una conquista di sinistra"?
Quello che vince per merito di Renzi se no "non sapevamo chi mettere"...
Quello che i...101ecc. ecc, ecc.
Su...ditemi che ho sbagliato tutto...che sarei contento
 
Ma di cosa dovrebbero discutere il 5stellini? Di non ver vinto col 99% come farneticava il loro Capocomico?
Hanno voluto strafare e stra-non-fare nello stesso tempo senza combinare un bel nulla di ciò che avrebbero potuto e di ciò che si aspettava chi li ha votati!
C''è voluta la stangata elettorale per farli accorgere che non bastavano i "vaffa" per mandare a casa "lorsignori" e che, forse era meglio non sputare addosso sistematicamente a chi offriva loro la possibilità di mandarli a casa davvero?
Adesso, per risalire la china, il loro Rais va persino a menar patti col fascistone di Londra Farage (scoprendo perfino che "è simpatico e non razzista").
Ma, scusate, questa cos'è se non una vera "figura di m."?
Mi dispiace molto (lo penso davvero) per tutti i 5stellini che, in buona fede, hanno votato e creduto nel M5S credendo e votando "lui."
Che ha finito per rivelarsi (su questo non c'è che dire) solo un "bravo comico da piazza", molto simile a quello "famoso" che ora, a Cesano Boscone, vede i vecchietti prendere il maalox .
Il M5S meritava molto, molto di più ...
 

lunedì 5 maggio 2014

Angelus Novus - commento e contributo sul ...




.....post di E.Cecchinato "Angelus novus"




Secondo i sondaggi, alle prossime "Europee" vincerà in percentuale il partito dell'astensione. Il PD potrebbe anche essere superato dal M5S e non poco peso avranno i partiti che rappresentano l'euroscetticismo e persino il secessionismo neofascista. (v.Lega-Salvini, F.lli d'Italia, LePen, Alba dorata ecc.)
Condivido la preoccupata analisi di Elvio, nel notare che nessuno delle forze can
didate sembra porsi come prioritaria la soluzione dei veri problemi dei paesi devastati dalla crisi né questioni quali euro-eurono, eurobond, investimenti, immigrazione, e, soprattutto, ripresa della costruzione della Federazione degli Stati sulla base della Costituzione Europea.
In questo  post, vorrei sviluppare l'analisi "Angelus Novus" senza critica alcuna o pretesa di dar lezioni o soluzioni, ma cogliendone solo spunto per ulteriori mie riflessioni anche allargate ad altre tematiche.
Naturalmente ringraziando Elvio per l'opportunità offerta.

***

"Le nostre rovine adesso sono il nostro animo, il nostro spirito, incapace di valorizzare fra la gente l'origine della Comunità Europea. Letteralmente servi di un pensiero economico, che pensa solo a sottomettere la società alle forze impersonali del mercato, noi stiamo accumulando le nuove rovine sociali e spirituali. "(...) 
Tutto questo ha delle cause e credo che valga la pena riprenderne qualcuna.
Per tentare di capire ciò che ha condotto alla "rovina del nostro animo" bisognerebbe far ricorso a Freud e Schopenauer ovvero a studiosi specialisti della mente umana per indagare su ciò che avviene nella sfera endocrina umana collegata al  razionale-irrazionale che comunemente definiamo
stato d'animo. Lo stato d'animo umano non è solo il  catalizzatore delle nostre reazioni e delle nostre scelte spesso dettate dall'immediato impulso (pancia) ma condiziona  ogni giorno le nostre scelte (non-scelte) di vita (di non-vita). Molta parte del nostro comportamento,
delle nostre azioni-razioni-relazioni è condizionata dallo stato d'animo che il più delle volte si manifesta in sensazioni di disagio, sofferenza, disorientamento, incomunicabilità, incapacità di futuro, apatia, indifferenza, pessimismo, inazione.
In una parola: infelicità.


"Diventava più facile amministrare il senso del potere per il potere, e quella miglior storia apriva al mediocre pragmatismo di un apparato che ha sempre avuto e ha in testa il pallottoliere dei voti e di chi li ha o li dà...come dire...mettiamo davanti Berlinguer e Gesù, ma la politica è la politica...che è visibile."
La filosofia di tutti i poteri è sempre stata quella del potere per il potere raggiunto attraverso la promessa della felicità e del benessere al cittadino. Quanto più tale obiettivo è reso e comunicato come meglio raggiungibile, più il principe (v.il Principe - Machiavelli) politico  più otterrà consenso e benevolenza dai cittadini. Non importa se e come quelle promesse saranno mantenute: l'importante è che il popolo vi creda. E il potere non è mai stato il potere del popolo sovrano.

"La politica e la sinistra/centrosinistra del dopo 1989 avrebbero dovuto rinnovare su quegli esempi e insegnamenti. Avrebbero avuto intelligenza ed energia.  Sprecata. Diventava più facile amministrare il senso del potere per il potere(...)"
Quegli insegnamenti non solo sono stati dimenticati e non erano solo patrimonio della sinistra (1).
Molti, anzi, erano stesso patrimonio di valori, paradossalmente, dalle parti avversarie alla sinistra: non solo della Dc ma persino nel MSI. Per esempio valori della dottrina sociale cristiana professati dalla DC erano comuni a quelli del PCI berlingueriano così come i valori Patria, Famiglia, Istituzioni del MSI di Almirante non erano distanti da quelli della sinistra.
Ma in quei partiti quei valori erano usati per catturare voti  e con i voti il potere. Così che, una volta al potere, la preoccupazione degli eletti non era più quella di realizzare quei valori ma era salvare il proprio potere. Dalla sinistra preoccupata più del potere che del progresso effettivo del popolo alla destra preoccupata a sottrarre quel potere.
Nessuno si preoccupava più della crescita etica e culturale delle masse che pure era il fondamento e la ragione sociale del socialismo così come nessuno si preoccupa del bene dell'altro e del bene comune.
E se tali insegnamenti erano un tempo indicati come primari (nelle scuole di partito per la sinistra o nelle organizzazioni culturali per la destra) sono ora persino rigettati come  noiosi (e persino pericolosi) gravami d'indottrinamento.
Ma l'errore non sta nella dottrina: sta nel modo con cui è o non è insegnata.

Se funzionale alla crescita del partito e non alla crescita civica e laica dell'uomo nella comunità e nell'interesse collettivo, lì sta l'errore. Ma nessuno dei leaders storici di riferimento della sinistra, una volta al potere, ha mai veramente realizzato quei valori e molti che li incarnavano li hanno calpestati e traditi in funzione del potere, Il proprio.(2)  


(1) Il termine sinistra, abusato e stra-abusato spesso a vanvera, ha finito col logorarsi al punto da non capirsene più il significato.
Cosa si intende per sinistra? Comunismo? Socialismo? Pci? Sessantotto? Stalin, Togliatti, Berlinguer? Mao?
Almeno per antononomasia, tutti sanno  che, politicamente,  per sinistra si intende l'opposto della destra ma pochi ormai conoscono le radici storiche che hanno dato origine a ciò che si intende per sinistra
La bibliografia e documentazioni storiche sono a disposizione di chiunque.
Una mia definizione è questa: (che tra l'altro è nell'articolo 3 della Costituzione)
E' il movimento di lotta e di riscatto per i diritti  dell'Uomo (dei lavoratori , uomini e donne)che trae (che traggono) la propria dignità dal lavoro, dall'ingegno e dalla conoscenza, nella GIUSTIZIA SOCIALE]


(2) Ad esempio, Beppe Grillo (Casaleggio) raccoglie il suo consenso sfruttando la ribellione (giusta) contro la casta politica parassitaria e criminale senza accorgersi che chiunque dovesse succedere ad essa non farà che perpetuarne il corso proprio perché il successo di quel leader non sarebbe tale se non fosse fondato su promesse di per se stesse irrealizzabili e false.] Così è stato per Berlusconi il quale, (guarda caso, nonostante  i suoi scandali e i suoi reati) riesce ancora a catturare consenso non solo ancora in base a promesse fantasiose e notoriamente mai mantenute ma, addirittura, riuscendo (attraverso le sue doti affabulatorie e false di sempre), a strumentalizzare persino il suo stato attuale di detenzione in martirio di innocente  perseguitato ed ingiustamente condannato sino ad auto-proclamarsi "Padre della Patria". ]

Dopo più un secolo da quando la sinistra sovietica nasceva e prendeva il potere proprio per realizzare la giustizia economica nelle masse proletarie, dopo più di un secolo di lotte operaie che pure hanno riscattato conquiste e diritti, oggi, la situazione europea (e persino quella mondiale) è di nuovo uguale a quella di allora. Come mai?
Eppure passi di progresso in Europa e nel mondo ne sono stati fatti e come. Milioni di persone di grandi Continenti (Cina, India, Russia, Brasile) si sono affrancate, almeno dalla fame. Molte industrie hanno consentito pane e lavoro a milioni di persone che, solo qualche decennio fa, non vedevano che morte per carestia. La ricerca e l'ingegno hanno consentito sviluppo e benessere in molti Stati che prima erano alla fame.
Ma se questo è vero, è anche vero che molti altri paesi quel riscatto non l'hanno mai visto e in molti che l'avevano raggiunto (riscattandosi, ad esempio, dalle rovine dell'ultima guerra mondiale) sono tornate povertà, diseguaglianze ed ingiustizie, violenza e tensione sociale. Hanno visto peggiorare le proprie condizioni, aumentare la propria povertà, malattie e, spesso, proprio a causa del riscatto altrui.  

"cultura dei diritti, come respiro acquisito della nostra società."? ...cita Elvio ...indicando in questo riferimento il messaggio messianico della sinistra (v....profezia della sinistra - Cuperlo).
Ma cos'è questa cultura dei diritti sempre proclamati e sempre calpestati e mai realizzati?
Chi mai ancora può credervi, sostenerli, difenderli quando i diritti sono diventati quasi lusso per pochi e un utopia per troppi? Ma di quali diritti si sta parlando in un paese dove non solo il diritto è calpestato quasi per legge ma dove, ancorché comprato a peso d'oro, non è nemmeno più credibile nel suo valore di bene comune?
"Lo Stato non può servire un'ottica economica che regolarizzi l'ingiustizia a misura di una produzione che così sta fallendo.
L'Europa deve riprendere l'idea di una rifondazione delle ragioni della società e per cosa viviamo; il tempo liberato può essere una nuova fonte di economia.
Ma siamo di fronte ad una spinta vivace e veloce dello smantellamento del meglio dei valori europei, con parole d'ordine che incantano e ingannano."(...)
C'è una causa che ha portato a questo sfacelo? Sì.
La prima è la perdita sociale della memoria storica.
Scuola ed educatori (genitori compresi) ne sono colpevolmente responsabili.
Il secolo scorso ha visto l'apocalisse di due guerre mondiali, il mostro Hitler, shoah e genocidi, due deflagrazioni atomiche: totale 100milioni di morti.
Ma dimentichiamo forse che tra le cause di ogni guerra (tra le cause principali) sta lo squilibrio economico, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, la povertà e la sottrazione del diritto alla sopravvivenza?
E, dimentichiamo forse che causa delle 2 guerre mondiali del scorso secolo, oltre alla follia criminale di monarchi assoluti e dittatori, sono state le profonde disuguaglianze provocate dalla spaventosa crisi economica (v.1929) che procuravano milioni di disoccupati fame e carestie?

E dimentichiamo forse che nel 2008 è avvenuto qualcosa di molto simile con lo scoppio della bolla finanziaria che sta mettendo in ginocchio milioni di persone come allora?
Immediatamente dopo l'armistizio seguito alla seconda guerra mondiale, quei governanti avrebbero dovuto ricorrere immediatamente ad un patto federativo di pace e di cooperazione per l'Europa al solo pensiero che, permanendo le condizioni dispari e di squilibrio economico tra gli Stati ex-belligeranti permanevano uguali le premesse di un terzo conflitto mondiale e che solo il ricorso immediato a tale patto poteva essere scongiurare tale pericolo.
E, quegli squilibri sono forse stati rimossi?

Non sono forse esistenti in misura uguale se non ancora più preoccupante di allora?
E, in questo nuovo crescendo di povertà, disoccupazione e fame, con milioni di disoccupati, di morti immigrati nel mediterraneo, e di altri imminenti, non dovrebbe  forse essere urgente un riassetto generale degli Stati Europei verso un effettivo Patto Federativo  per prevenire un nuovo scontro mondiale? 
Invece no. E nemmeno sembra che qualcuno si ponga il problema. 

 

Europa Angelus Novus



Buon giorno,
Gent. Iscritte Iscritti,
al Gent. Segr. Vian pregasi inoltrare a tutti gli iscritti come la mail su Calamandrei-Costituzione (come arriva? In una generale che dovrei vedere anch'io?)
Grazie
Saluti
Elvio
Angelus Novus, Paul Klee, 1920
Disegno ad olio ed acquerello su carboncino, 31,8 x 24,2 cm
The Israel Museum, Gerusalemme
C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, e le ali distese.

L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira  dal paradiso, che si è impigliata  nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle.

Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine cresce davanti a lui al cielo.

Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.

(Tesi di filosofia della storia (1940), in Id., Angelus novus. Saggi e frammenti, Torino, Giulio Einaudi editore).

Le nostre rovine adesso sono il nostro animo, il nostro spirito, incapace di valorizzare fra la gente l'origine della Comunità Europea.
Letteralmente servi di un pensiero economico, che pensa solo a sottomettere la società alle forze impersonali del mercato, noi stiamo accumulando le nuove rovine sociali e spirituali. 
Colpisce che queste le stiano innalzando le retoriche di una cosiddetta nuova generazione e i figli di Berlinguer.
C'è una tale differenza fra quell'uomo politico e i suoi successori che è inutile descriverla, poi visto i risultati ai quali siamo arrivati e il conformismo che si è spacciato e si spaccia per riformismo, ansioso solo di confondere democrazia con adattamento e adeguamento al vento per vergogna di poter essere definiti proprio figli della vera unica eredità di pregio di allora: la cultura dei diritti  e del welfare e la capacità intellettuale di coniugarle all'economico.
Perché questa sarebbe la vera novità dei tempi degna di essere esaltata: saper essere occidente, vivere e produrre diversamente pensando tutto dentro quella cultura dei diritti, come respiro acquisito della nostra società.
L'Europa attuale sta prendendo tutt'altra via.
La crisi, scoppiata per colpa della speculazione e per la ricerca di profitti finanziari, ha silenziato questa verità e parla unicamente di debito pubblico, che non ha alcuna colpa. Le spinte politiche ed economiche cercano di mantenere una logica utile a questo modo di operare della finanza e dei suoi interessi. Ma è storicamente provato che il miglior periodo della democrazia europea è stato quello del welfare fra la fine della guerra e gli anni '70, pur in presenza di guerre e ingiustizie nel mondo.
La politica e la sinistra/centrosinistra del dopo 1989 avrebbero dovuto rinnovare su quegli esempi e insegnamenti. Avrebbero avuto intelligenza ed energia.
Sprecata.
Diventava più facile amministrare il senso del potere per il potere, e quella miglior storia apriva al mediocre pragmatismo di un apparato che ha sempre avuto e ha in testa il pallottoliere dei voti e di chi li ha o li dà...come dire...mettiamo davanti Berlinguer e Gesù, ma la politica è la politica...che è visibile.
In questa storia europea è purtroppo l'Italia l'esempio dei difetti da evitare. 
In generale sinistre, socialdemocrazie e forze progressiste sono in crisi perché non si stanno concentrando sulla cosa più difficile che ci sia: il pensiero.
In questo dovremmo creare per trovare le risposte ad una situazione sociale sempre più complicata: non ci si rende conto che oggigiorno pensare politica è più impegnativo che studiare fisica teorica. Le cose da tener presente, rapportare e armonizzare richiedono un personale umano ed una preparazione che non abbiamo e non ci sono.
Altre sono le qualità che si stanno glorificando in un generale abbassamento culturale, da noi e in Europa, anche se in altri paesi le regole e le capacità ancora reggono.
Non sarà il nuovo pensiero a slide a salvarci e rinnovarci. Chiamare superficialità e furbizia per rispondere al mondo attuale è solo un frutto della  vita della crisi e parte delle nuove rovine.
D'altronde senza pensiero che riformismo e riforme si possono avere. È risaputo che da San Francesco a Hitler chiunque può definirsi riformista. Ma i contenuti, gli obiettivi democratici e la coerenza ai valori europei fanno la differenza.
Manca una costituzione europea come l'americana. 
Manca il rispetto delle costituzioni uscite dall'abisso di quella Europa otto-novecentesca e dei suoi nazionalismi e di un pensiero economico che bene ha dato il suo contributo a tante reazioni negative.
L'Europa non è una slide, né la vita delle persone né i loro pensieri e libertà. 
È la ricchezza della sua complessità e profondità quella che dobbiamo rendere popolare in Europa, Einstein e l'uomo della vita quotidiana hanno in comune l'inizio: nascono e in libertà devono poter studiare, lavorare ed esistere. Lo Stato democratico, un partito democratico, creano le condizioni perché ogni creatura possa esprimersi liberamente, lo Stato crea con la sua Costituzione le leggi perché ciò avvenga.
Lo Stato federale europeo può farlo.
Lo Stato non può servire un'ottica economica che regolarizzi l'ingiustizia a misura di una produzione che così sta fallendo.
L'Europa deve riprendere l'idea di una rifondazione delle ragioni della società e per cosa viviamo; il tempo liberato può essere una nuova fonte di economia.
Ma siamo di fronte ad una spinta vivace e veloce dello smantellamento del meglio dei valori europei, con parole d'ordine che incantano e ingannano.
Purtroppo, poi, tardi le persone se ne accorgono, le rovine in Europa le abbiamo sempre costruite con il voto. 
E con in prima fila un certo giovane, e una sinistra nei suoi ricorrenti autocannibalismi.

Walter Benjamin moriva suicida (1892-1940), vecchio rottamato dai tempi.

(Giunto nella località catalana di Port Bou il 25 settembre 1940 si vede però ritirare il visto di transito. Benjamin sente che la sua cattura da parte da parte della polizia di frontiera spagnola è probabile. Con la cattura, diverrebbe automatica l'espulsione dalla Spagna verso il territorio francese, ormai saldamente nelle mani dell'esercito nazista. Preso dal panico, la notte stessa lo scrittore si suicida. Aveva con sé una valigia nera che custodiva gelosamente, in cui erano contenuti probabilmente dei manoscritti o delle pagine incompiute. Il giorno dopo ai suoi compagni di viaggio sarebbe stato permesso di proseguire per la loro destinazione. Altri suoi amici — tra cui Henny Gurland, futura moglie di Erich Fromm — provvidero alla sua tumulazione nel cimitero di Port Bou, pagando il fitto del loculo per soli cinque anni. Dopo tale periodo il suo corpo fu calato in una fossa comune, rendendo impossibile la sua identificazione, né la sua valigia nera fu mai più ritrovata.
Oggi a Portbou esiste un memoriale che ricorda la figura di Walter Benjamin. Ironia della sorte vuole che il visto che stava attendendo per imbarcarsi per gli Stati Uniti arrivò il pomeriggio successivo al suo suicidio).
Cordialmente
Elvio Cecchinato