sabato 24 ottobre 2015

La vera fede






5 La vera fede è qualcosa di più elevato. Si pensi alla definizione che ne dà la Bibbia. (Leggi Ebrei 11:1.) Paolo dice che la fede poggia su due elementi non tangibili. Parla di realtà esistenti ma “non vedute”. Coi nostri occhi infatti non possiamo vedere la dimensione spirituale, che include ad esempio Geova Dio, suo Figlio e il Regno già operativo in cielo. Paolo menziona inoltre “cose sperate”, eventi che non si sono ancora verificati. Al momento non vediamo il mondo così come sarà sotto il Regno di Dio. Tutto questo significa che la nostra fede in queste realtà e nelle cose sperate sia infondata?
Ebrei 11:1  La fede è la sicura aspettazione di cose sperate, l’evidente dimostrazione di realtà benché non vedute.

Le cose sperate sono quelle in cui tutti sperano (anelano) come per es. in un futuro migliore, una guarigione da una malattia, un governo e una società migliore. Un mondo migliore.
Tuttavia ben pochi credono veramente che tutto questo si possa avverare. 
I più invece disperano e non credono più in nulla se non a vivere il giorno per giorno facendosi travolgere da miraggi dettati dall'illusione o dagli impulsi del momento.
Alla fine soccombono nella tenebra e nell'infelicità.
La promessa di Dio poggia invece su basi solide poiché è Dio stesso che fa da garante. Come?
Attraverso la fede in Lui.
La Sua promessa sul cambiamento delle cose e sulla prospettiva siccura di un nuovo mondo liberato da Satana il Diavolo è reale come un certificato "vincolante" di proprietà.

La fede ci fa vedere in Geova Dio un Padre affettuoso e ci fa confidare nel fatto che manterrà le sue promesse. 

Ma questo è possibile vederlo solo con la fede che non è qualcosa di misterioso o di sentimentale. E' un atto di fiducia basata su prove certe. 

 

lunedì 19 ottobre 2015

La chiarezza e le risposte ci sono!



riflessione (importante) dopo lo studio Torre di Guardia di ieri domenica 18/10.


La domanda che potrebbe essere posta da chi non conosce la Verità né sa cosa sia la Buona Notizia di cui parla la Sacra Scrittura è: Come posso credere che tutto questo si avvererà?
 
La domanda, se ci si pensa, non è da sottovalutare né è troppo riprovevole per chi (come me) proviene dalla cultura pseudocristiana cattolica e dall’insieme delle culture del mondo che, mai come in questi giorni, sono in una confusione totale.
Sull'argomento felicità, esse si adagiano a tutte le possibili teorie cosiddette laiche o post-rivoluzionarie il cui risultato non è che la totale confusione distruttiva conseguenza nefasta dell’ateismo pratico.
Un mondo nuovo paradisiaco non potrebbe mai essere concepito senza la conoscenza di Geova, né potrebbe mai essere compreso da chi non alimentasse giorno dopo giorno la propria fede (fiducia in Dio) con cibo spirituale.
Come parlare alla gente del paradiso in terra e come annunciare che presto, secondo la profezia di Gesù, molto presto avverrà la fine del sistema di cose?
La risposta è semplice: non si può perché ti prendono per matto...
Morale: allora a cosa serve andare a predicare e scervellarsi tanto se nessuno ci crede?
Anche qui la risposta è più semplice di quel che si pensi.
 - Prima di tutto bisogna dire che prima di predicare bisogna essere già "predicati" a se stessi…
Se riguardasse me come proclamatore, condizione sine qua non sarebbe quella di avere, senza ombra di sorta, chiara la risposta alla prima domanda.In caso contrario sarebbe un fiasco solenne e sarebbe meglio che cambiassi mestiere.

Ma per fortuna, grazie a Geova, stamane mi è parsa chiara questa risposta.
A questa chiarezza sono arrivato ponendomi un’altra domanda: “secondo me, per quale motivo è avvenuto il Riscatto Universale?” Non ho forse studiato qui (Il riscatto: il più grande dono di Dio)
che il Riscatto è il più grande dono di Dio in favore della salvezza dell’umanità?
E in cosa consisterebbe tale salvezza se non nel renderci possibile l'ingresso nel nuovo mondo paradisiaco di cui parla la Torre di Guardia in argomento?
Ma non è solo per quell'ingresso prossimo futuro che il Riscatto di Gesù Cristo ci ha reso possibile. 
La vita di chi comincia a conoscere ed amare Geova comincia certamente a cambiare da subito.
Non perché diminuirebbero i problemi ma perché, servendo e sottomettendoci a Geova aumenterebbe in noi la forza e la voglia di affrontarli nel modo giusto.  

Non perché una malattia o una depressione scomparirebbero come per magico miracolo ma perché, grazie alla bontà e misericordia di Geova, non verrebbe mai meno il Suo aiuto e la Sua forza:
(Isaia 41;10: 10  Non aver timore, poiché io sono con te.+ Non guardare in giro, poiché io sono il tuo Dio.*+ Di sicuro ti fortificherò.+ Sì, realmente ti aiuterò.+ Sì, davvero ti sorreggerò fermamente con la mia destra+ di giustizia’.+)
Poiché Geova, infinitamente misericordioso e buono, ci ha creati non perché fossimo infelici (l’infelicità la scegliamo noi rifiutandoci di accostarci a Lui) ma affinché fossimo felici addirittura in eterno, è più che chiaro che dal momento in cui lo riconosciamo, lo preghiamo e ce lo facciamo amico umilmente e con ubbidienza, ri-entriamo certamente nei benefici del suo proposito originario. Quello di renderci felici per sempre.
Questa è la Buona Notizia!

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna."
Giovanni 3:16