martedì 27 settembre 2016

Un’Amicizia davvero preziosa


(riflessione su Tdiguardia w16 luglio pp. 27-28 § 8 AIUTIAMO LE PERSONE A STRINGERE UN’AMICIZIA CON DIO

Per aiutare le persone a far amicizia con Dio bisognerebbe prima di tutto dir loro che noi siamo già amici suoi.
Per far questo però bisogna vedere se davvero lo siamo.
Come verificarlo?
Paolo in Col. 1:21, 22 :[“Voi che una volta eravate esclusi e nemici perché la vostra mente era rivolta alle opere malvage, egli vi ha ora riconciliati di nuovo mediante il corpo carnale di lui per mezzo della sua morte”) ...dice una cosa semplice e nello stesso tempo tragica.
-Semplice perché (lo capisce anche un sasso): per diventare amico di qualcuno bisogna prima di tutto non essergli nemico.(1)
-Tragica poiché esserGli nemico ci costa la vita (1).
Ma noi, non solo una volta (prima di conoscere e professare la Verità) eravamo suoi nemici. Purtroppo, anche ora che siamo nella Verità, poiché siamo imperfetti, potremmo essere esposti al pericolo di diventarlo.
Poiché siamo imperfetti, non dovremmo mai dimenticarci che siamo continuamente esposti all’attacco di Satana e che viviamo in un sistema di cose controllatoda lui(v Guida alle ricerche 2015).
Come avviene questo attacco?
Semplice. Basta agire, anche senza intenzione, seguendo il nostro impulso emozionale e secondo la logica del nostro punto di vista senza pensare a quello di Dio insegnatoci nella Bibbia.(2 Timoteo 3:11-17) (2).

A meno che non fosse morto o incapace di intendere e volere, nessun uomo può dirsi esente dagli effetti delle emozioni (vedere nota in calce a) che, talvolta, come negli esempi che seguono, potrebbero costituire un serio pericolo per la nostra amicizia con Dio. (naturalmente se vogliamo davvero esserGli amici).

- Faccio un giro in bici e ad un certo punto mi vedo il passo ostruito da due signore, anch'esse in bici, che chiacchierano. Mi vedono ma non si scompongono. Chiedo cortesemente che si spostino ma una delle due, pur facendolo, mi risponde che avevo tutto lo spazio per passare, anche se non era vero.
- Al bar una persona mi ferisce gli orecchi tra bestemmie e battute oscene.
In entrambi i casi si provoca in me un’emozione (non certo piacevole) che mi porterebbe a reagire secondo il mio criterio personale.
Nel primo caso la persona mentiva e, nel secondo, l’altra, turpiloquiava in pubblico.
Vi sono infinite situazioni simili  in cui proviamo una forte spinta emotiva a far valere le nostre sacrosante ragioni ed in cui, se non controllassimo questa spinta emotiva,  la nostra reazione potrebbe diventare sproporzionata e quindi, a sua volta ingiusta. Il che ci farebbe star male più di prima.
Cedere al risentimento, oltre che essere pericoloso per la nostra serenità interiore, lo è altrettanto se teniamo all'amicizia con Dio.
In (Romani 12:19) è scritto (3) è meglio mettere da parte l'ira e, in Romani 12:17 : Non rendete a nessuno male+ per male. Provvedete cose eccellenti davanti a tutti gli uomini.
In Tdg 1/7 07 Non rendete a nessuno male per male (vedi riporto in calce b) comprendiamo chiaramente perché, nella sua esortazione ispirata  ai fratelli Romani(v. “Quindi vi supplico”), Paolo ci tenga così tanto alla raccomandazione di "non cedere ad alcun risentimento (di vendetta)": perché, così facendo, potremmo dimenticare facilmente che, per essere amici di Dio è, (come dice la Scrittura) necessario ottemperare alle Sue elevate Norme!
 (ISA. 48:17 (4)
Se leggiamo qui (5) e, in particolare, qui di seguito:
È bello insegnare alle persone che la preghiera, più che un semplice supporto psicologico, è uno straordinario mezzo per avvicinarsi “al trono dell’immeritata benignità” di Geova (Ebr. 4:16). Insegnando ad altri a rivolgersi in preghiera alla Persona giusta, nel modo giusto e per le cose giuste, possiamo aiutarli ad avvicinarsi a Geova e a trovare conforto nei momenti difficili (Sal. 4:1; 145:18)
…capiamo che ciò per cui siamo chiamati a predicare agli altri per diventare amici di Dio è esattamente ciò che potremmo ricordare a noi stessi qualora ...ce ne dimenticassimo.


CITAZIONI E NOTE 
(1) “Chi esercita fede nel Figlio ha vita eterna; chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui” (Giov. 3:36)
(2) “ Tutta la Scrittura è ispirata da Dio*+ e utile per insegnare,+ per riprendere,+ per correggere,*+ per disciplinare+ nella giustizia, 17 affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente,+ del tutto preparato* per ogni opera buona.+                (2Tim 3;16-17)
(3)
Non vi vendicate,+ diletti, ma fate posto all’ira;+poiché è scritto: “La vendetta è mia; io ricompenserò, dice Geova”.*+          (Romani 12:19)
(4) “Io, Geova, sono il tuo Dio, Colui che ti insegna per il tuo beneficio, Colui che ti fa calcare la via per la quale devi camminare” (ISA. 48:17)
(5)
11, 12. Perché per le persone è una buona notizia sapere che possono pregare Geova?
11 Molte persone pregano per sentirsi meglio, ma non sono davvero convinte che Dio le ascolti. Per questo motivo hanno bisogno di sapere che Geova è l’“Uditore di preghiera”. Il salmista Davide scrisse: “O Uditore di preghiera, sì, a te verranno persone di ogni carne. Cose d’errore sono state più potenti di me. In quanto alle nostre trasgressioni, tu stesso le coprirai” (Sal. 65:2, 3). 12 Gesù disse ai suoi discepoli: “Se chiederete al Padre qualche cosa egli ve la darà nel mio nome” (Giov. 16:23). L’espressione “qualche cosa” ovviamente si riferisce a richieste che sono in armonia con la volontà di Geova. Giovanni infatti spiega: “Questa è la fiducia che abbiamo verso di lui, che qualunque cosa chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta” (1 Giov. 5:14).       

(nota in calce a)                 Le emozioni fanno parte del nostro sistema psico-fisico e delle molteplici facoltà del nostro organismo ideate e donateci dal nostro Dio Creatore. L’emozione influisce positivamente o negativamente sulle nostre decisioni e sulle nostre scelte e sono, come la febbre, un campanello di allarme che, segnala una situazione (v.” I giovani chiedono”, volume 2 pp. 218-219).
Il problema è quindi, molto spesso, quello di come dominare certe emozioni. Normalmente ci riusciamo. Con un po' di buon senso e con equilibrio decideremo quasi sempre per il meglio. Altro affare è se la provocazione è molto forte al punto da farci reagire istintivamente. L’impulso emotivo, in tal caso, porterebbe ad una reazione incontrollata con conseguenze di cui potremmo pentirci. La cultura corrente e posizioni di certi esponenti politici, danno per vincente il pan per focaccia. Tale è il criterio, tra l’altro, che ha fatto scoppiare le guerre mondiali del secolo scorso e, sostanzialmente, sono le stesse alla base degli odi etnico-religiosi che continuano ad insanguinare il medio oriente e che hanno portato alla morte e distruzione intere masse di persone ed intere nazioni.
Possiamo dire che le emozioni sono alla base della nostra felicità? Certamente sì.
Possiamo dire che una semplice svista sul controllo di un’emozione può provocare conseguenze molto spiacevoli? Certamente sì.                                                                            

(riporto in calce b)
Paolo prende in esame quattro aspetti che influiscono sulla vita del cristiano. Descrive come dobbiamo comportarci in relazione a Geova, ai compagni di fede, ai non credenti e alle autorità governative. Paolo indica la ragione fondamentale per cui dobbiamo resistere alle tendenze sbagliate, incluso l’impulso di vendicarci, dicendo: “Quindivi supplico per le compassioni di Dio, fratelli”. (Romani 12:1) Il termine “quindi” qui richiama quanto è stato appena detto. Paolo in effetti sta dicendo: ‘Alla luce di quanto vi ho appena spiegato, vi supplico di fare quello che sto per dirvi’. Cosa aveva spiegato ai cristiani di Roma?

giovedì 22 settembre 2016

Avvicinarmi a Dio è bene per me

(riflessione sul tema “In che modo Geova si accosta a noi (v.TdG del w14 15/8 pp. 16-20 §19)

Questa frase la scrisse il salmista (Sal. 73:28):Ma in quanto a me, avvicinarmi a Dio è bene per me.+Nel Sovrano Signore Geova ho posto il mio rifugio,+Per dichiarare tutte le tue opere.*+
Se quello di vivere nel bene è il più importante desiderio (oltre che bisogno) di ogni essere umano, dovrebbe essere altrettanto importante sapere come si fa a realizzarlo.
Il salmista, evidentemente, lo sapeva e spiegava anche come: avvicinarsi e rifugiarsi in Dio (Sl 91;2), quale unica via di salvezza dal male offerta all'uomo. (1) 
Per vivere bene, occorre quindi una condizione di base: riconoscere la Sovranità di Dio in quanto Creatore e Padrone dell’Universo.(v. anche Sl capp. da 135 a141) e della terra abitata. Salmi 135;6,7
Quale Creatore universale Dio ha creato l'essere umano sulla base di un proposito: farlo vivere in eterno in un ambiente paradisiaco (v.Cosa insegna...cap3 §1).(Genesi 1:28;2:8, 9, 15)
A dirla in confidenza, per stare male non serve alcunché di sforzo. Basta non far nulla e vivere come se Dio non vi fosse né la Sua Parola. Il gioco è fatto.
Ora, vediamo in che modo si comporta il normale cittadino (medio) per conseguire il bene.
Si parte anzitutto dall'idea che noi con le nostre sole forze e con le virtù che possediamo, potremmo tranquillamente farcela senza bisogno di ricorrere a Dio o alle religioni che, anzi, sono considerate (non a torto) causa di molti mali.
Personaggi quali artisti, campioni sportivi, filosofi, scrittori, hanno dato prova di possedere doti psico-fisiche eccezionali. In politica, molti capi di stato hanno mostrato doti altrettanto eccezionali ottenendo il miglioramento economico di interi stati e popoli. Ad esempio, la Cina maoista, in poco più di un decennio, ha realizzato formidabili traguardi economici e scientifici migliorando la vita di milioni di persone passate dall'indigenza a livelli di benessere insperati.

Qualcuno quindi potrebbe dire che l'uomo, se vuole, ce la fa da solo senza bisogno di rivolgersi ad alcun Dio? Sì. L'uomo ed i popoli umani dimostrano che hanno capacità sorprendenti e ne vanno fieri.
Di per sé aver fiducia in se stessi e provare autostima per le virtù e le doti che riconosciamo in noi non è sbagliato né inspiegabile. L’uomo è stato fatto ad immagine e somiglianza di Dio ed è per Sua volontà che siamo dotati di requisiti e valori stupefacenti. Ogni azione virtuosa e la vita di ognuno di noi rappresenta un capolavoro di potenziale bellezza e virtù così come un capolavoro è il corpo umano e soprattutto la mente umana (cervello).
Ma dov’è l'errore? 
Sta nel dimenticare la semplice verità che questi "tesori" li abbiamo ricevuti da un Creatore e che non ce li siamo "fabbricati" da noi per poi donarceli. (1Cor2;12)
E se c'è chi riceve è certo che esiste qualcuno che dà.
E' anche vero che vi sono molti che accettano correttamente tale verità e ringraziano Dio  quale datore che ha deciso di munificarci, tra l'altro, gratuitamente (Matteo 10:8) .
Ma il vero guaio sta nel decidere che non serva affatto riconoscerlo e che sia superfluo sapere  il come ed il perché di questa donazione. Corretto sarebbe invece ricordarsi che questi doni provengono da Dio quale unico Fattore e Creatore dell’Universo con al centro l’Uomo e con un preciso proposito tutt'ora attivo:(2) quello iniziato, in origine, con la messa in vita della prima coppia (v.Genesi 2; 15-20). 
Al guaio si aggiunge guaio.
Ignorare il come ed il perché di quella donazione apre la porta al qualcuno che non vuol saperne di far conoscere all'uomo nessuna verità e che, quale acerrimo nemico di Dio, ne combatte anche il  proposito tentando di far prevalere il suo.Costui è Satana il diavolo, quello che ha sviato il mondo dalla verità , lo sta governando ( Rom. 5:12, 14, 17) ed ha tutt'ora l'intenzione di portarlo alla distruzione totale. Il Malvagio anti-Dio possiede ancora oggi la facoltà di agire come fece con la prima coppia provocandone la conseguenza mortale.(Ge 3:1-7; 2Co 11:3) Egli è l'oppositore supremo contro Dio e sta operando ora più che mai per distruggere ogni creatura umana sviandola dalla Verità Ge 3:1-7 così come fece allora. E il suo obiettivo, come allora, è il medesimo: non far avvicinare nessun uomo a Dio.
Chissà se in questo momento qualcuno ha capito cosa fare...per star bene.


(1) Il Libro dei Salmi è ispirato da Dio (v.JW.o.l.) come tutta la Sacra Scrittura(2Tim.3,16). Oltre al re Davide che ne scrisse 73 salmisti furono diverse altre persone e di 40 non se ne conosce il compositore. L'Opera complessiva dei salmi è la linfa vitale che alimenta la fede nel vero Dio Geova. 
(2) Con l’evolversi degli eventi, egli continua a fare in modo che la sua volontà e il suo proposito si realizzino indipendentemente da ciò che qualsiasi oppositore, come Satana, possa fare per frustrarne il progressivo adempimento.  (V.Tguardia 15/7 14 §14. Cosa significa il nome Geova?)                                                                                 
Versetti citati
    Sl 91;2 Certamente dirò a Geova:* “[Sei] il mio rifugio e la mia fortezza,+Il mio Dio in cui di sicuro confiderò”.+

1Cor2;12 Ora noi ricevemmo non lo spirito+ del mondo, ma lo spirito+ che è da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state benignamente date da Dio.+
Salmi 135;6,7 Ogni cosa che Geova si dilettò [a fare] egli ha fatto+Nei cieli e sulla terra, nei mari e in tutte le acque degli abissi.*+ Egli fa salire i vapori dall’estremità* della terra;+Ha fatto perfino chiuse* per la pioggia;+Fa uscire il vento* dai suoi depositi,+
Genesi 1:28;2:151:28 Inoltre, Dio li benedisse+ e Dio disse loro: “Siate fecondi+ e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela,+ e tenete sottoposti+ i pesci del mare e le creature volatili dei cieli e ogni creatura vivente che si muove* sopra la terra”. 2:15 E Geova Dio prendeva l’uomo e lo poneva nel giardino di Eden+ perché lo coltivasse e ne avesse cura.+
Rom. 5:12, Ecco perché, come per mezzo di un solo uomo+ il peccato entrò nel mondo e la morte+ per mezzo del peccato, e così la morte si estese a tutti gli uomini perché tutti avevano peccato+
14, 17 Tuttavia, la morte regnò da Adamo fino a Mosè,+anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo,+ che è un tipo* di colui che doveva venire.+15Ma non è del dono come fu del fallo. Poiché se per il fallo di un solo uomo molti sono morti, molto di più l’immeritata benignità di Dio e il gratuito dono con l’immeritata benignità del solo uomo+ Gesù Cristo sono abbondati a molti.+16 E non è del gratuito dono+ come del modo in cui le cose accaddero per mezzo del solo [uomo] che peccò.+ Poiché il giudizio+ portò da un solo fallo alla condanna,+ ma il dono portò da molti falli a una dichiarazione di giustizia.*+ 17Poiché se per il fallo di un solo [uomo]+ la morte ha regnato+ per mezzo di quel solo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza dell’immeritata benignità+ e del gratuito dono*+ della giustizia regneranno+ nella vita per mezzo di uno solo, Gesù Cristo.+
                                                         

venerdì 16 settembre 2016

Il Dio di ogni conforto



Osservo l’immagine e mi chiedo:
Quando e dove mai potremmo trovare nel mondo una scena uguale a questa?
Quale organizzazione umanitaria sarebbe in grado di confortare in modo efficace la persona afflitta della fotografia?
Quella persona, non rappresenta forse anche ognuno di noi quando ci siamo trovati in quelle stesse circostanze (o in uno dei 4 esempi dell’articolo) nel bisogno di sentire almeno una parola di conforto di una persona amica?
Ma il fatto è che tutti abbiamo quel bisogno!
Anche se per “ultimi giorni” oggi il mondo è in mano a Satana, ed è lui il governante illegale, soverchiatore e devastatore della vita umana.
Solo questo motivo basterebbe (e avanzerebbe) per lanciare un allarme planetario all'umanità intera, invitandola (anzi obbligandola) a fuggire da quel mostro regnante e riconoscere il vero Sovrano per mezzo del SuoMessia Gesù Cristo.

Gesù è venuto proprio per questo. Per insegnarci a liberarci dalle catene del Malvagio e riconoscere che non lui ma Geova è il Creatore ed il Padrone del Cielo e della Terra.(1)
Chi ha deciso di diventare suo seguace ha capito cosa intendeva Gesù e, seguendone l’esempio, porta davvero l’unico e vero conforto di cui non solo quell'afflitto, ma tutto il mondo ne avrebbe estremo bisogno.


(1)v.anche:
 2 Tim. 3:1-5, 13; Matt. 24:7-14.BIBLIOTECA ONLINE Watchtower

giovedì 15 settembre 2016

La forza...oltre il normale

Questa è una delle molte immagini significative che ricorrono sfogliando le pubblicazioni in JW:ORG.(v."Dio ci parla attraverso Geremia cap.7)
Che dire?
Questo operaio esce dal lavoro per recarsi probabilmente all'Adunanza o al servizio. I suoi colleghi lo scherniscono come se fosse un caso clinico il fatto che lo vedono vestito decorosamente così come fanno tutti i fratelli che decorosamente si presentano in pubblico.

Ma lo scherno non  intimidisce questo fratello anche se visibilmente non dimostra gran piacere. Egli non si farà intimidire né ora né mai e né ora né mai rinuncerà alla sua fede.
Ora chiediamoci perché.
Accettando Geova come vero Dio (v.anche l'episodio di Asa) e condividendo lo spirito della Sua Parola si fa certamente un passo enorme verso la Verità. C'è chi subito dimostra zelo e sicurezza nell'averla trovata vivendo per giorni nell'entusiasmo gioioso.
Basta questo per essere a posto?
No di certo. Anche se nella nostra convinzione non abbiamo dubbi e ci sentiamo sicuri, non dimentichiamo che siamo sempre imperfetti e sempre nel mirino di Satana che farebbe (e fa) di tutto per colpirci. Satana è più forte di noi.
Ma Geova è più forte di lui!
E naturalmente più forte di noi.
Confidando in Geova con tutto il nostro cuore egli ci aiuterà da subito e ci darà una forza che è oltre il normale.
Sarà il nostro stesso cuore che ce lo dirà ce lo farà capire.


Leggi :
2 Corinti 4:7
Giovanni 14:16, 17
2 Cronache 16:9

giovedì 8 settembre 2016

La disobbedienza

Poiché non siamo in grado di ‘dirigere il nostro passo’, alla fine ascolteremo o la voce di Geova o quella del suo Avversario (Ger. 10:23). 
La scrittura  merita davvero una riflessione.

Tutti abbiamo sotto gli occhi il disastro totale che, non so per quale per "buon santo in cielo", non ha ancora messo definitivamente in condizioni di non nuocere l’umanità malvagia che sta distruggendo sé stessa ed il pianeta in cui vive.
 
Ma cos'è poi questa malvagità? Perché c’è un’umanità malvagia?
Forse l'esempio che segue potrebbe darcene l'idea.
Quando nostro figlio era appena in grado di muovere i primi passi (situazione alla quale, se siamo genitori, tutti ci siamo passati) la prima cosa di cui ci preoccupavamo sino all'assillo, era che non sfuggisse a nostro controllo per i mille pericoli che, in casa o fuori, potessero colpirlo.
Quando poi il bambino cresceva, sentivamo urgente insegnargli le regole e di convincerlo a seguirle convincendolo sui guai cui si sarebbe esposto se non avesse obbedito nell’osservarle.
Perché?
Perché ogni bambino nasce con l'inconsapevolezza di molte cose tra cui il pericolo ed ha bisogno di essere progressivamente educato e formato.
Noi, pur nella nostra maturità, siamo come quel bambino. 
A volte ci piace, (pensando che poi non sia così grave) disobbedire alle regole ed anche alle stesse leggi civili che, per varie ragioni, ci sembra più comodo ignorare.
(La disobbedienza civile è stato anche un movimento politico.)

Eppure, (tornando all’esempio iniziale), al nostro bambino  abbiamo pur fatto il possibile per insegnargli le regole utili al suo bene, alla sua salute e persino alla sua sana crescita fisica e morale.
Pensando al nostro passato ricorderemo di certo anche noi le cure ed i buoni consigli di guida dei nostri genitori.

Come mai ora che siamo adulti, non ne sentiamo il bisogno?
Potrebbe essere possibile che, una volta raggiunta l’età della ragione, siamo automaticamente portati a tornare disubbidienti per la ragione di cui sopra oppure perché potremmo forse pensare di aver raggiunto, con la maturità, un traguardo tale da considerarci autonomi ed in grado di non aver bisogno di nulla?
Certamente no.
Eppure tutti desidereremmo esserle liberi, autonomi, e disporre dei mezzi propri per vivere dignitosamente. Proprio perché constatiamo che liberi, autonomi e soddisfatti non lo siamo affatto e spesso questa condizione ci fa sentire oppressi ed infelici.

Il credente sa che la causa di questo guaio è spiegata nella Bibbia.
La causa sta infatti nella disobbedienza originale di Adamo ed Eva, nostri proto-genitori. 
La loro discendenza, (in cui siamo anche noi), non avrebbe mai più avuto vita facile (1) a causa di una disobbedienza ad una sola regola che, tra l'altro, non era nemmeno poi così gravosa. 
Ma, quale prova di fedeltà e sottomissione alla Sua sovranità, era stabilita da Geova Creatore.

Egli si è visto portar via dalle mani (si fa per dire) un grande progetto (2): quello di un’umanità eternamente felice ed esente dalla morte. 
Purché obbediente.
Che guaio!
  
(1) Il compito di educare all'obbedienza i propri figli, ancorché virtuoso, sarebbe stato pertanto irto di innumerevoli difficoltà proprio per il fatto che non è facile obbedire a genitori già disobbedienti.

(2) il Proposito di Geova

per ulteriore approfondimento leggere:

Dio ci dà una buona notizia cap.11 (Jw.org)

w08 1/10 p. 27(TdiGuardia)