lunedì 7 agosto 2017

Ad ognuno..il suo (palo di tortura)

Geova lo chiamò ‘suo amico’

PROVE! Tribolazioni! Tutti devono affrontarne! Possono essere dovute a conflitti di personalità, difficoltà economiche, salute cagionevole, tentazioni, pressioni dei coetanei che spingono a fare cose sbagliate, persecuzione, minacce alla nostra posizione sulla neutralità o sull’idolatria e a molte altre cose. Qualunque forma assumano, le provecausano spesso grande ansietà. Come possiamo superarle? Possono recarci qualche beneficio?(w02 1/9 p. 29)

Le gentili persone che mi "onorano" della loro visita in questa pagina, forse si saranno accorte che, periodicamente, non compaiono miei post.
Il motivo è semplice: sono impegnato con la mente altrove. Come? Dove?
In "prove".


Ho pensato:
Prove?
Ma cosa sono le mie "prove" davanti alla prova cui fu sottoposto Abraamo?
Altro che arabbiato....altro che ferito...preoccupato...
Dio gli chiese di sgozzare in sacrificio il suo unico figlio! Cosa poteva provare in cuor suo?
Certo, avrà provato le pene dell'inferno ma non mollò la fiducia nel Dio stesso che gli chiedeva quella prova!
Allora mi dico: "come puoi essere timoroso e preoccupato se hai per amico ...nientemeno che Geova?. di cosa dovresti aver paura?"
Allora penso alla scrittura di oggi:  Geova lo chiamò ‘suo amico e continuo a dirmi:
Ma chi sono io per avere la fortuna di scoprire qui la risposta ai miei crucci e ai miei timori?
Non sono solo fortunato. Scoprire che, a differenza di ieri, quando misuravi la tua felicità terrena sul successo materiale e sul numero degli amici ben sapendo a quali delusioni portano i rapporti del mondo, non è fortuna: è scoprire una verità. E' smascherare un inganno.
E' scoprire che, come Abraamo fu considerato da Geova suo amico, posso esserlo anch'io.

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